Stallo tra le forze politiche sul nome del Presidente

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Stallo tra le forze politiche

Entro oggi la resa dei conti. Un altro giorno di stallo tra le forze politiche, alla ricerca dell’ennesimo nome.

Da oggi scende il quorum ma l’accordo sembra ancora lontano

Il meccanismo delle elezioni del presidente della Repubblica prevede che dalla quarta votazione sia sufficiente la maggioranza assoluta, cioè 505 voti

Un altro giorno di stallo tra le forze politiche

Anche per oggi previsti incontri tra i leader del centrodestra e quelli del centrosinistra, sebbene dalle file del centrodestra si preannunci già l’astensione: “ll centrodestra ha deciso di proporre la disponibilità a votare un nome di alto valore istituzionale. Per consentire ai grandi elettori di tutti i gruppi di superare veti e contrapposizioni – e convergere per dare all’Italia un nuovo presidente della Repubblica – la coalizione ha deciso di dichiarare il proprio voto di astensione nel voto odierno. Il centrodestra è pronto a chiedere di procedere domani con la doppia votazione”. La procedura dell’astensione prevede che alla chiama i grandi elettori risponderanno, ma risponderanno “astenuto”, senza ritirare la scheda.

Anche M5s, Pd e Leu oggi voteranno scheda bianca

Lo stallo tra le forze politiche, al quarto giorno di elezioni, riguarda anche il centrosinistra: “Coerentemente con quanto chiesto e fatto nei giorni scorsi riconfermiamo la nostra immediata disponibilità ad un confronto per la ricerca di un nome condiviso, super partes, in grado di rappresentare tutti gli italiani. Nel frattempo in questa votazione voteremo scheda bianca”. Il leader di M5s dichiara la disponibilità a lavorare 24 ore su 24 per il bene del Paese. Al di là delle parole, però, i fatti tardano ancora ad arrivare.

La posizione del centrodestra

Giorgia Meloni prospetta ancora la possibilità (molto remota ormai nella realtà) di eleggere un candidato di area centrodestra. Non dispiacerebbero i nomi di Sabino Cassese (che ricordiamo avere 86 anni) ed Elisabetta Belloni. Per il coordinatore di FI Antonio Tajani “non abbiamo mai posto veti nei confronti di chicchessia, non vedo lo stesso garbo da parte di altri: in democrazia ognuno è legittimato a fare il capo dello Stato. Non c’è né vittoria né sconfitta per nessuno. E’ tramontato il candidato del centrodestra, come quello di centrosinistra”. Dalle dichiarazioni dei vari leader si denotano evidenti segni di stallo tra le forze politiche.

Salvini: “Gli altri leader li sento tutti i giorni, porto proposte”

Non mostra segni di cedimento il leader della Lega, sebbene la sua posizione non abbia dato risultati nei giorni scorsi e la sua strategia sembri ormai sfumata: “Non penso che il centrodestra deve dimostrare niente a nessuno, che solo a sinistra hanno persone morali. Non sarò io a proporre nomi di sinistra. Prima si fa meglio è. Non capisco come a sinistra non vada bene nessuno, noi facciamo proposte di livello. Da sinistra nessuna proposta pubblica”. Sul presidente del Consiglio, Salvini è perentorio: “Draghi è prezioso lì dov’è. Non a giochini con i premier”. Anche Salvini è convinto di riuscire ad eleggere un presidente di centrodestra ed esclude l’ipotesi Casini, che ritiene essere una proposta della sinistra, poiché è stato eletto con il Pd.

La posizione di Enrico Letta

Secondo Letta è fondamentale uscire dalla mentalità del vincitore e del vinto per uscire dallo stallo: “In questo Parlamento in cui non c’è una maggioranza di centrodestra o di centrosinistra perché si riesca ad eleggere come tutti noi vogliamo e come i cittadini italiani vogliono un presidente della Repubblica o una presidente della Repubblica c’è bisogno che non ci sia nessuno vincitore o dei vinti, bisogna che tutti si concorra a una soluzione senza vincitori e vinti, se non si esce da questa logica credo che non ci si riuscirà”.


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