Stagione sciistica 2020 – La situazione ad oggi

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La stagione sciistica 2020 si apre con due interrogativi: potranno aprire gli impianti per il ponte dell’Immacolata, data che segna da sempre l’avvio della stagione? E saranno aperti a Natale, periodo che da solo vale il fatturato della metà della stagione?

Cosa dice il Dpcm sulla stagione sciistica 2020?

Nel Dpcm firmato ieri, domenica 25 ottobre, dal presidente Conte si parla di impianti aperti solo per gli atleti fino al 24 novembre, con possibili aperture al pubblico a fronte dell’adozione di linee guida approvate dalle regioni con il via libera del Comitato tecnico scientifico. Non ci sono indicazioni per il periodo successivo. Dipenderà tutto dall’andamento dell’epidemia. Per questo motivo il governatore del Trentino, Maurizio Fugatti, spiega che è in corso un lavoro congiunto per trovare regole comuni. Il settore da lavoro a circa 400 mila lavoratori, comprendendo anche il settore dell’ospitalità alberghiera che durante le vacanze invernali è strettamente correlato allo sci.

La bozza di protoccolo

Ad oggi esiste una bozza di protocollo, firmata dai rappresentanti dell’Anef di tutto l’arco alpino, che attende l’approvazione del Cts. I punti chiave sono questi:

  • interventi sulle casse per evitare code al momento dell’acquisto degli skipass;
  • portata limitata all’80 per cento degli impianti chiusi (funivie e telecabine);
  • sanificazione delle strutture;
  • mascherina sempre indossata.

Sono in pratica le stesse precauzioni del trasporto pubblico ordinario. Per rifugi e ristoranti sulle piste da sci valgono le regole degli altri esercizi pubblici. Dolomiti Superski lanciare nuove applicazioni per l’acquisto on-line degli skipass ma anche “app” che consentiranno, via smartphone, di verificare la presenza di code agli impianti all’interno delle skiarea e di regolarsi di conseguenza.

Maurizio Rossini, amministratore delegato di Trentino Marketing, conferma: “Stiamo lavorando a regole comuni con senso di responsabilità, l’ipotesi chiusura degli impianti non è sul nostro tavolo“. Valeria Ghezzi, presidente nazionale delle società funiviarie, sottolinea l’importanza dello sci per l’economia delle popolazioni di montagna: “Lo stop allo sci comporterebbe la chiusura di alberghi, ristoranti, negozi e scuole di sci“.

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