Spot Nuvenia: se le donne non amano il proprio corpo

Il nuovo spot Nuvenia ha suscitato numerose polemiche e reazioni addirittura disgustate da parte del pubblico femminile. Cosa si nasconde dietro questo atteggiamento?

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Spot Nuvenia

Non è la prima volta che Nuvenia, la nota marca di assorbenti, si schiera apertamente a favore della rottura del tabù delle mestruazioni. Il nuovo spot Nuvenia “celebra” in modo scanzonato la vulva e mostra il sangue mestruale di colore rosso, anziché celeste come avviene in genere negli spot pubblicitari di questi prodotti. Scelta che ha scatenato polemiche e reazioni addirittura disgustate, anche, e forse soprattutto, da parte del pubblico femminile.

Perché le donne non amano il nuovo spot Nuvenia?

<<Ragazze, avete visto il nuovo spot Nuvenia? Che ne pensate?>>

<<Che schifo!>>

<<Io stavo per vomitare!>>

<<Questa volta hanno proprio esagerato!>>

Se, in questi giorni, vi trovaste ad ascoltare una conversazione tra amiche in merito al nuovo spot Nuvenia, probabilmente sentireste parole molto simili a queste. Alle donne, questo spot non piace. Non vogliono vedere oggetti che ricordino la forma dei propri genitali, né tantomeno vedere un assorbente macchiato di sangue rosso. Dopotutto, fin dalla nostra prima mestruazione ci viene insegnato a nasconderci, a vergognarci. “Ho le mie cose”. “Ho il marchese”. “Sono indisposta”. Le più audaci azzardano un “Ho il ciclo“. Di sangue e assorbenti non si parla, tantomeno con gli uomini. Lo stesso oggetto assorbente va tenuto nascosto. Se bisogna chiederne uno in prestito, lo si fa sottovoce e a occhi bassi. Poi lo si nasconde sotto la maglia, in tasca o in borsetta, perché nessuno lo veda lungo il tragitto fino alla toilette.

Falsi miti

Per non parlare delle decine di falsi miti legati alle mestruazioni che ancora oggi sopravvivono. Molte donne credono ancora che lavarsi durante le mestruazioni sia pericoloso, o che toccando una pianta “in quei giorni” possano ucciderla. Si tratta di un mondo sommerso. Di un vero e proprio tabù.

Il tabù del corpo femminile

Affermare che esista un tabù riguardo al corpo femminile è quasi paradossale. Il corpo delle donne è ovunque: seminudo sui cartelloni pubblicitari, al cinema, in televisione. Donne sorridenti, ammiccanti, sensuali. Desiderabili e al tempo stesso irraggiungibili.

Ed è proprio questo il punto: la vista del corpo femminile è accettabile solo quando quel corpo è sessualizzato. Mostrare la sua nudità è lecito solo quando è perfetta. Le immagini da cui siamo costantemente bombardati ritraggono quasi sempre fisici in forma, privi di nei, smagliature, peli.

Una sessualità, sia chiaro, da vivere solo in compagnia ed in funzione dell’uomo. Al massimo, insieme ad un’altra donna, ma sempre allo scopo di eccitare un ipotetico spettatore maschio. La masturbazione femminile è un altro enorme tabù. Se gli uomini possono ammettere con una risata di masturbarsi e di guardare video pornografici, le donne no. Molte, se non tutte, lo fanno, ma non lo dicono. Il nostro corpo, spesso, è un tabù anche per noi stesse.

Un organo sottorappresentato

Per non parlare della vulva, la protagonista del famigerato spot Nuvenia.

Diciamocelo chiaramente: il pene è ovunque. Disegnato con le bombolette spray sui muri delle nostre città, tracciato a pennarello sulle porte dei bagni pubblici, o a matita sui quaderni degli studenti. Siamo così abituati a vederlo dappertutto che non lo notiamo neppure più. La rappresentazione goliardica dell’organo maschile è talmente normale da non essere neanche considerata volgare.

La vulva no. Lei non viene mai, o quasi mai, mostrata. È presente soltanto nel porno, dove, per l’appunto, esiste in quanto oggetto di eccitazione sessuale. Questa sottorappresentazione è tale che molte donne adulte non hanno un’idea precisa di come siano fatti i propri genitali.

E il famigerato spot Nuvenia ci mostra la vulva nello stesso modo in cui siamo abituati a vedere il pene: sfacciato e giocoso. Un’immagine che tira fuori quel retaggio maschilista che è presente, più o meno sopito, in ciascuno di noi. Anche in coloro che credono di averlo completamente abbandonato. Vedere i nostri genitali rappresentati in maniera goliardica, come nello spot Nuvenia, ci imbarazza. E un po’ anche ci disgusta.

Viva la vulva!

“Viva la vulva”. Questo è lo slogan dello spot Nuvenia. Un inno alla normalizzazione delle mestruazioni. Ma anche del corpo femminile in quanto tale, e non solo come simbolo della sessualità. Un corpo con cellulite, smagliature e peli superflui. E che, sì, sanguina una volta al mese. E questa è una cosa assolutamente naturale.

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