Spopolamento: da S. Piero Patti a Riace, ecco i sindaci come si sono organizzati contro l’abbandono dei piccoli borghi

0
1285
spopolamento

Spopolamento dei piccoli borghi: un fenomeno sempre più diffuso dal Nord al Sud. Ecco i sindaci di alcune cittadine virtuose come si sono ingegnati per scongiurare l’abbandono.

L’Amministrazione comunale di S. Piero Patti, in provincia di Messina, ha lanciato un’iniziativa singolare ma sempre più diffusa: mettere in vendita gli immobili a prezzi stracciati per attrarre residenti.

A San Piero Patti – poco più di tremila anime e un’antica storia che risale alla civiltà greca – per tutelare e valorizzare un patrimonio immobiliare abbandonato e pericolante, il comune si fa intermediario tra domanda e offerta. Così l’acquirente si fa carico delle spese di ristrutturazione, mentre il comune si occupa di farlo incontrare con un proprietario spesso non più interessato a quell’immobile perchè già vive altrove o perchè lo ha ricevuto in eredità di generazione in generazione.

Il comune offre benefici fiscali per le spese di ristrutturazione e si impegna a  monitorare che i lavori di edilizia vengano svolti in sicurezza e nel rispetto del paesaggio urbano tradizionale.

Il declino demografico in Italia: un fenomeno in ascesa e con effetti economici e sociali

“Case a 1 euro” è lo slogan di un progetto di più ampio respiro contro lo spauracchio dello spopolamento che qui e altrove – in altre zone della Sicilia e non solo – è un fenomeno abbastanza diffuso e sempre più preoccupante.

Secondo il rapporto Coop 2017 il nostro paese si trova in una situazione stagnante di declino demografico: “Secondo le proiezioni demografiche ufficiali tra 50 anni facendo affidamento sulle sole nuove nascite vi saranno 20 milioni di italiani in meno. In questo senso l’Italia potrà avere lo stesso numero di residenti attuali solo con una incidenza della popolazione straniera che si porti oltre il 30%”.

spopolamento

L’Italia sta diventando un deserto demografico e una delle conseguenze è l’abbandono di interi borghi: i cosiddetti paesi fantasma sono oggi più di 6.000, ma stando alle previsioni demografiche succitate, sono destinati a diventare molti di più.

Certamente molti di questi 6.000 paeselli sono stati abbandonati per i più disparati e altri motivi (di solito violenti terremoti che hanno costretto la popolazione a ricostruire altrove) ma il fenomeno demografico implica diverse riflessioni anche di natura economica e sociale.

Sembra dunque sempre più inarrestabile il fenomeno di spopolamento: i giovani scappano per trovare lavoro, mentre chi rimane assiste rassegnato e inerme alla perdita delle scuole, degli ospedali, delle corse ferroviarie e degli autobus per la città, alla chiusura delle attività commerciali. I piccoli paesi vengono lasciati al loro destino e le comunità anziana diventa sempre più nutrita. Secondo l’Istat se continuiamo così nel 2024, il saldo tra morti  nati sarà di meno 200.000 unità. E sarà sempre peggio: nel 2044 la differenza arriverà a meno 300 mila, nel 2053 a meno 400 mila.

L’accoglienza dei migranti per invertire la rotta dello spopolamento

In molti borghi la soluzione amministrativa e sociale per garantire i servizi essenziali (trasporti, sanità, istruzione) è quella di accogliere comunità di migranti che possano rivitalizzare il tessuto urbano. Del caso di Ripabottoni, ad esempio, ci siamo già occupati: questa piccola comunità della provincia di Campobasso non ha digerito la chiusura del CAS, la struttura che ospitava 32 ragazzi africani trasferiti altrove come stabilito dalla prefettura di Campobasso.

Ma il caso di Ripabottoni non è certo isolato: lungo lo Stivale sono tanti i borghi che ringiovaniscono grazie ai migranti.

Riace, un modello virtuoso di accoglienza contro lo spopolamento 

A Riace, piccolo comune del Reggino affacciato sulla costa ionica, la storia di integrazione e rivitalizzazione del borgo inizia nel 1998 con lo sbarco di duecento curdi. Nella notte del 1 luglio arriva una nave carica di speranza: uomini, donne e bambini. Ma è la lungimiranza del sindaco Domenico Lucano a far sì che quest’evento non diventi occasione di conflitto ma opportunità. Le case degli emigrati sono prese in comodato d’uso dal comune che le destina all’accoglienza dei migranti: il paese si ripopola, l’economia si rianima, la vocazione agricola non si perde.

spopolamentoIl modello Riace diventa sempre più virtuoso e così il Sindaco si ingegna per sopperire a una mancanza centrale: l’Amministrazione comunale nel 2012 propone al Ministero dell’Interno di usare in maniera differente i 35 euro stanziati per la diaria dei rifugiati, creando dei bonus d’acquisto, una moneta locale che viene usata per fare spesa nei negozi del territorio comunale. Non appena arrivano i fondi centrali, i bonus vengono tramutati in euro e i commercianti vengono rimborsati.

Secondo la rivista Fortune, nel 2016, Domenico Lucano è stato considerato una delle cinquanta persone più influenti della Terra per aver inaugurato un modello virtuoso di accoglienza che ha ispirato il regista Wim Wenders per la produzione del cortometraggio Il volo.