Spinello, omofobia, catcalling: il confine tra morale e legge

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Spinello, omofobia, catcalling. Approfondiamo questi aspetti tenendo conto, che alla base c’è l’alterità umana, e la libertà individuale. Quale riconoscimento della dignità della persona. Che potrebbe sconfinare però nell’egoismo e nella prevaricazione. Ecco allora, la necessità di esaltare l’altra componente umana, altrettanto decisiva. Cioè la responsabilità, che nasce dalla nostra coscienza. Quindi definire quel confine fra la morale e la legge. Perchè spesso tendiamo a sovrapporli.

Spinello, omofobia, catcalling: ascrivibili tra i reati?

Una premessa è d’obbligo. Tutto ciò che è volto alla liberazione dell’individuo dall’oppressione sociale fa parte di quel processo di emancipazione. Sinonimo di libertà. Ma non possiamo pretendere di qualificare arbitrariamente il senso e il valore delle nostre opinioni, nel concreto. Bisogna tener presente che se la libertà è il territorio in cui ci muoviamo, la responsabilità e il confine del nostro territorio. Se ci riferiamo all’omofobia, ci ritroviamo a considerare limitante il pensiero, di questa insopportabile tendenza. Diversamente è ascrivibile a reato, l’aggressione nei confronti di un gay. Questo per marcare la differenza fra immoralità e legalità.


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Moralità e legalità spesso si sovrappongono

Abbiamo la pretesa culturale di trasformare in reato, tutto ciò che consideriamo immorale. Soprattutto quei comportamenti che non ci piacciono. Lo stesso dicasi per lo spinello. Per non parlare del catcalling. La pratica atavica di fischiare le ragazze per strada, facendo loro apprezzamenti anche arditi. Tra l’altro un reato già ampiamento compreso nel codice penale. Che spazia dalla violenza all’ingiuria. E che prevede multe salate fino a 12 mila euro come risarcimento del danno.

Ma non possiamo chiudere in galera tutte le storture del mondo. Da qui il paradosso a cui oggi assistiamo. La libertà, che permette l’adesione al bene, diventa un valore supremo. Ma il rischio è che nell’additare il bene come fine, essa diventa un obbligo a cui sottostare. Perchè come insegna Aristotele una regola non mi opprime se io la prescrivo a me stesso volontariamente. O se la accetto. Nessuna forma di libertà rende liberi. Occorre coniugarle e viverle insieme.

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