Spiagge invase dal catrame: il Libano prova a salvarle

Il catrame proveniente da una petroliera che ha perso del carburante al largo di Israele ha invaso le spiagge della riserva naturale libanese di Tiro. Sono partite le operazioni di rimozione per evitare la catastrofe ambientale.

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Spiagge Libano disastro ambientale
Libano, spiagge ricoperte di catrame: si cerca di evitare la catastrofe ambientale.

Un disastro ambientale che rischia di diventare una vera e propria catastrofe che andrebbe a danneggiare il patrimonio naturale e la biodiversità. Le spiagge del Libano in questi giorni sono state invase dal catrame in seguito ad una presunta perdita di carburante da una petroliera. Sono numerosi i volontari libanesi che si stanno prodigando per ripulire l’intera area dalla pericolosa sostanza che si è andata a depositare soprattutto lungo la costa meridionale del Paese.

La causa di questa preoccupante vicenda sarebbe legata ad una fuoriuscita di petrolio da una nave cargo che si trovava al largo della costa israeliana: da lì, in seguito ad una tempesta, il catrame si è riversato sulle spiagge d’Israele, per poi diffondersi fino alle coste del Libano meridionale, soprattutto nella zona che comprende le città di Naqura e Tiro.

In Israele, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha dichiarato che il Governo ha già provveduto a stanziare 14 milioni di dollari per salvare la zona costiera da quella che, ad oggi, è la peggior catastrofe ambientale verificatasi sul suolo israeliano. In Libano, invece, c’è molta preoccupazione per il destino della Tyre Coast Nature Reserve, una riserva naturale che rappresenta un luogo di nidificazione per le tartarughe Caretta-Caretta e per quelle verdi che sono già in via di estinzione. I responsabili del sito hanno affermato che le spiagge inquinate potrebbero mettere a repentaglio sia la biodiversità che la sopravvivenza di diverse specie marine.

Le spiagge libanesi ricoperte da 2 tonnellate di catrame

Mouin Hamze, direttore della riserva naturale libanese, parlando con la stampa ha dichiarato che saranno necessari almeno 15 giorni per completare tutte le operazioni di pulizia della costa travolta dal catrame. Ha aggiunto che già sono entrati in azione centinaia di volontari che stanno affiancando funzionari e addetti ai lavori in quest’intervento fondamentale per la salvaguardia e la sopravvivenza dell’intera area.

“La riserva naturale soffre di circa 2 tonnellate di catrame, il 90 per cento delle quali è nascosto sotto la sabbia”, ha rivelato Hamze. Quindi non ha escluso che la sostanza inquinante possa continuare a depositarsi sulle spiagge della costa libanese almeno per i prossimi tre mesi. L’intera zona è sorvolata dai droni che saranno utili per poter avere un quadro ancora più chiaro dell’entità del disastro, e già si è notato che il catrame è arrivato a nord di Beirut.

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Sull’argomento è intervenuto anche Andrea Tenenti, portavoce della Forza di Interposizione in Libano delle Nazioni Unite (UNIFIL), il quale all’agenzia di stampa DPA ha dichiarato che si sta studiando un piano per affiancare il Libano in questa dura lotta nel rimuovere il catrame dalle spiagge.

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