Spese militari: morire di fame nel 2021

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Spese militari

Spese militari: chi paga il prezzo della guerra? Domanda scottante alla quale si risponde sempre aggirando la questione di fondo. Questa volta, però, è Oxfam a pretendere che il quesito smuova le coscienze, mirando a gettare luce su un’agghiacciante realtà. Tramite una lettera aperta che non lascia spazio ad interpretazioni, Oxfam dichiara: “Un giorno senza spese militari salverebbe dalla fame 34 milioni di persone“. Ebbene sì, nel 2021 ci troviamo ancora ad interfacciarci con uno stato attuale dominato da problematiche che, malauguratamente, non siamo ancora riusciti ad arginare. Chi ne paga lo scotto?

Spese militari: quanto costa la guerra?

I costi di cui le nazioni si fanno carico per finanziare le guerre sono, a dir poco, esorbitanti. “Se i governi rinunciassero alle spese militari per sole 26 ore, avremmo 5,5 miliardi di dollari a diposizione per salvare 34 milioni di persone dalla fame nei prossimi mesi in Paesi piegati da guerra, pandemia e cambiamenti climatici“. Una sorta di denuncia velata dunque, il cui obbiettivo è quello di rendere noto, con dati certi alla mano, il caro prezzo a cui si pagano i conflitti. Nell’ipotesi in cui i leader mondiali disponessero di simili risorse per sostenere milioni di persone in stato di grave bisogno, si potrebbero salvare dalla fame bambini, donne e uomini. La lettera di Oxfam, da voce al grido d’aiuto proveniente da 250 ONG, esortando ad aprire gli occhi su quali siano le vere priorità.

Bisogna spezzare il nesso mortale guerra-fame e simbolicamente noi chiediamo di farlo, smettendo di vendere armi anche solo per un giorno“.

Spese militari, guerra e carestie nel 2021

In tutto il mondo, al giorno d’oggi, sono oltre 270 milioni di persone a soffrire a causa di carestie, epidemie e fame. In un simile scenario, dinnanzi a cui troppe volte si preferisce chiudere gli occhi, i conflitti si figurano come sanguisughe che prosciugano risorse fondamentali a salvare vite umane. Yemen, Afghanistan e Sudan, per citarne alcuni, sono paesi letteralmente piegati dall’incoscienza dell’uomo, che agisce a discapito dei suoi simili. Storie e racconti di vita vissuta che fanno venire i brividi ed accapponare la pelle vedono come protagonista la popolazione inerme. “Quando gli operatori delle organizzazioni umanitarie che ci stanno aiutando sono arrivati, credevano che avessimo cibo perché vedevano fumo uscire dalla cucina. In realtà stavo bollendo solo acqua con delle erbe aromatiche, perché era tutto quello che avevo per i miei figli. Molte volte ho pensato di togliermi la vita di fronte al senso di impotenza che provo, ma non lo faccio proprio per i miei figli“.

Morire di fame nel 2021: è ancora possibile?

Nello Yemen, secondo un recente rapporto a tinte scure dell’ONU, è in corso la più grave carestia degli ultimi decenni. Uno stato in guerra perenne in cui la pace è utopia, quando dovrebbe essere un diritto inviolabile, nel 2021. Far pesare come un macigno il significato di “2021” è d’obbligo, quando si riscoprono situazioni ben oltre il limite del disumano, che hanno l’aspro sapore di medioevo. Oltre 2 milioni di bambini rischiano di morire a causa della grave malnutrizione di cui sono vittime impotenti. Dinnanzi a tale dato di fatto come si può ancora dare priorità all’acquisto di armi d’assalto, ad esempio, quando tale denaro potrebbe salvare da una morte ingiusta ed atroce milioni di bambini? Risulta sconcertante.

Sono le azioni umane che causano carestia e fame e sono le nostre azioni che possono ridurre gli impatti peggiori. Dobbiamo tutti fare la nostra parte. Ma voi, in quanto leader, stati e governi avete una responsabilità particolare, e vi chiediamo di agire ora“.

Un appello che smuove le coscienze

L’appello del Segretario Generale delle Nazioni Unite per un cessate il fuoco globale deve essere immediatamente ascoltato. L’assistenza umanitaria deve poter raggiungere le comunità senza ostacoli o impedimenti, in modo da poter sostenere con urgenza i più bisognosi“, continua così la lettera di Oxfam. Urge un cambio di rotta radicale, la fame nel mondo non è una frase fatta, non è una leggenda ma una devastante verità. Il vero nemico da combattere è la malnutrizione che affligge uomini, donne e bambini. La paura negli occhi di chi non sa quanti giorni gli restano da vivere e il dolore che causa l’estenuante lotta per la sopravvivenza, sono i mostri da stroncare.

Non c’è posto per la carestia e la fame nel 21° secolo. La storia ci giudicherà tutti in base alle azioni che intraprenderemo oggi“.