“Spazio radicale”: architettura sperimentale al Centro Pecci

A Prato è allestita la mostra che presenta la riflessione sui concetti di spazialità e uomo che si sono sviluppati tra anni Sessanta e Settanta

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Spazio radicale
Immagine di Carlo di Pasquale e Federica Lazza

La mostra “SPAZIO RADICALE” approfondisce la ricognizione sulle esperienze dell’architettura sperimentale raccolte al Centro Pecci di Prato. Un progetto avviato con la sintetica presentazione di “TRILOGIA URBANA” dedicata a film e documenti d’archivio di Gianni Pettena. Alcuni materiali sono anche dei gruppi fiorentini Superstudio e UFO.


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Cosa presenta il percorso di “Spazio radicale”?

L’esposizione propone dal 18 dicembre al 30 aprile 2022 diversi progetti includendo opere della collezione museale. Ci sono anche materiali del CID/Arti Visive e in particolare dell’Archivio Lara-Vinca Masini per allargare il contesto delle ricerce “radicali”. Interessa infatti la sperimentazione nell’architettura tra seconda metà degli anni Sessanta e Settanta e offrire confronti inediti con l’arte contemporanea. La mostra è concepita per valorizzare il patrimonio di ricerche per immagini, oggetti e idee delle raccolte degli archivi del Centro Pecci. Il percorso presenta le perlustrazioni dello “spazio” proposte da architetti “radicali” e artisti contemporanei. Lo spazio immaginato, ideato e ripreso dal vero; il luogo possibile e il suo opposto, l’improbabile; l’ambito condiviso, vissuto oppure combattuto. Un allestimento tra esplorazione analitica e trasfigurazione metaforica.

La Superarchitettura

La mostra apre con l’opera “Esse” del poeta visivo Luigi Tola che anticipa la “Superarchitettura” di Archizoom e Superstudio. L’evento germinale dell’Architettura radicale fiorentina che risale al dicembre 1966, appena dopo l’alluvione che ha colpito la città. Presenta poi il progetto di Gilberto Corretti per un ritrovo culturale alle Cascine di Prato che appare oggi un preludio al lavoro di Italo Gamberini per il Centro Pecci. Seguono gli habitat seducenti e il Dressing Design di Archizoom, le “icone pop” del divano Superonda e della lampada Sanremo prodotte per Poltronova.

Ettore Sottsass e Gianni Pettena

Dalla seconda metà degli anni Sessanta Ettore Sottsass e Gianni Pettena sovvertono i ruoli del designer e dell’architetto. Il componente del gruppo UFO inventa “metafore” sul rapporto fra “corpo, paesaggio, ambiente”. Alle sue opere sono accostate la pittura anti-illusionistica di Neil Jenny, la foto-performance di Andrey Kuzkin, la scultura a brandelli di Karin Arink. L’altro ripensa concetti quali “identità, natura” che si collegano alla Poesia Visiva di Luigi Tola e all’atto di autodeterminazione di Valie Export. Ha dei rapporti pure alla alla fotografia on the road di Stephen Shore. Le aperture su “altri spazi” conducono all’antesignano “taglio” su tela di Lucio Fontana, imprescindibile per qualsiasi ricerca sull’argomento. Sono in esposizione anche vuoti sottintesi di Mario Mariotti e l’immagine spiazzante di Paolo Canevari.

A “Spazio radicale” la ricerca e la sperimentazione degli anni Settanta

Nella Global Tools si compatta, intorno alla rivista “Casabella”, un’intera formazione di architetti e designer. Sono interessati a indagare la “cultura materiale extraurbana” come fanno alcuni membri di Superstudio. Altrimenti vogliono denunciare “l’architettura della burocrazia” come fanno gli UFO. Alcuni laureati ripercorrono l’iconografia dei Radicali come avviene nella tavola apparecchiata da Remo Buti. L’architettura riflessa di Superstudio anticipa la Supersuperficie dove si prefigura “un modello alternativo di vita”. Vito Acconci sperimenta l’incontro tra corpo fisico e corpo architettonico e Michelangelo Pistoletto sviluppa l’esperienza del “quadro specchiante” in forma oggettuale. Concludono la mostra l’astrazione reticolare degli “Istogrammi d’architettura” e il nucleo di immagini di “Superstudio-backstage 1966-1978″.

Le chiavi di lettura del movimento radicale

Nel percorso espositivo si trovano riferimenti a mostre o interventi specifici. Ci sono dei richiami alle due tappe della mostra “Superarchitettura” alla Galleria Jolly 2 di Pistoia (1966) e alla Civica di Modena (1967). Inoltre, il progetto riprende le personali di Ettore Sottsass alle Gallerie La Bertesca di Genova e alla Sperone di Milano (1967). Preannunciano l’interesse per il movimento Archizoom al Mana Art Market di Roma (1968), il Festival di danza e l’intervento di Robert Smithson alla Galleria L’Attico a Roma (1969). Da ricordare poi la celebre rassegna multidisciplinare “Contemporanea” nel parcheggio di Villa Borghese a Roma (1973-1974), diretta da Achille Bonito Oliva. Dall’inizio alla fine si dispiega, come una mostra nella mostra, la presenza significativa del Superstudio-backstage 1966-1978 di Cristiano Toraldo. Sono importanti anche i materiali dell’archivio di Lara-Vinca Masini che ha sostenuto i Radicali.

Artisti e architetti “radicali” in mostra

Vito Acconci, Karin Arink, Archizoom Associati, Andrea Branzi, Remo Buti, Paolo Canevari, Gilberto Corretti, VALIE EXPORT, Lucio Fontana. Ci sono anche: Neil Jenny, Andrey Kuzkin, Mario Mariotti, Alessandro Mendini, Gianni Pettena, Michelangelo Pistoletto. Poi Stephen Shore, Ettore Sottsass jr, Superstudio, Luigi Tola, Cristiano Toraldo di Francia, UFO.

Immagine da cartella stampa.