SpaceX ha troppi satelliti: rischio collisione

Gli scienziati sostengono che SpaceX abbia troppi satelliti Starlink in orbita. Secondo gli esperti tutto ciò aumenterebbe il rischio di collisione con i dispositivi spaziali di altri operatori.

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SpaceX troppi satelliti Starlink
L'alto numero di satelliti Starlink aumenta il rischio di collisione con altri oggetti spaziali.

Gli scienziati lanciano l’allarme sull’eccessivo numero di satelliti collegati all’azienda aerospaziale SpaceX. Secondo gli esperti, il numero troppo alto di Starlink aumenta il rischio di collisione con altri dispositivi spaziali. Tutto ciò causerebbe la presenza nel cosmo di copiosi detriti. Sembra che finora la società di Elon Musk abbia lanciato in orbita circa 1.300 satelliti, con l’obiettivo di arrivare a quota 42.000 entro il 2027.

Nel mese di ottobre è stato dato il via libera al test beta di Better Than Nothing negli Stati Uniti settentrionali al costo di 100 dollari al mese, ai quali si aggiungono altri 500 dollari per la strumentazione. Attualmete il progetto è operante in più di sei Paesi e conta almeno 10.000 utenti in tutto il mondo. I responsabili di SpaceX hanno dichiarato che i loro satelliti sarebbero in grado di evitare collisioni grazie ai motori ionici che gli permettono di schivare altri oggetti spaziali. Tuttavia, qualora le comunicazioni dovessero saltare o fallire, si potrebbe andare incontro a degli impatti dagli effetti devastanti.

Jonathan McDowell ha evidenziato che in questo momento nella zona inferiore dell’orbita terrestre si sta assistendo ad una sorta di monopolio dei satelliti Starlink. L’astronomo dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics ha sottolineato che questa massiccia presenza rappresenta “un pericolo per il traffico” perché potrebbe sfociare in collisioni con altri dispositivi spaziali.

SpaceX: troppi satelliti in orbita, è allarme

McDowell ha spiegato che i detriti derivanti dagli eventuali impatti spaziali rappresenterebbero un pericolo per le altre realtà che vi operano, ma anche per gli astronomi che avrebbero grosse difficoltà nell’osservare e studiare i cieli. Nonostante ciò, sembra proprio che la corsa al lancio delle navette spaziali non sia destinata a rallentare.

John Auburn, amministratore delegato di Astroscale UK, una società che si occupa della rimozione dei detriti in orbita, durante una recente conferenza stampa ha rivelato che c’è un programma che prevede la partenza di almeno 10.000 satelliti nei prossimi 10 anni.

Considerando questi numeri, McDowell non ha nascosto che le varie aziende potrebbero andare incontro a delle “brutte sorprese” se dovessero confermare le loro intenzioni. A suo parere sarebbe il caso di bloccare la partenza di altri satelliti quando una società arriva a quota 1.000. In tal caso ci si dovrebbe concentrare sull’osservazione degli strumenti spaziali per valutare se hanno problemi come difetti di progettazione. L’allarme dell’astronomo è andato ben oltre quando ha detto che prossimamente potremmo assistere ad una “catastrofe completa”.

Meno allarmista è la posizione di Daniel Oltrogge, direttore del Center for Space Standards and Innovation. Contattato da Business Insider, ha affermato che, qualora vi fossero delle collisioni, non sarebbe poi così difficile rimuovere i detriti dei satelliti targati SpaceX. Ad ogni modo, secondo lui sarebbe il caso di regolamentare l’intera situazione, per far sì che le varie società spaziali rispettino delle norme volte alla riduzione delle collisioni nello spazio.

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Inoltre ha auspicato che possa esserci una maggiore collaborazione ed uno scambio dati più costante tra gli operatori. Guardando al futuro, ha rimarcato che se non si pone un limite adesso al problema della “spazzatura spaziale”, si potrebbero avere disastri simili a quelli che si stanno vedendo in questi anni con la crisi ambientale sulla Terra. “Non siamo ancora alla fine del mondo”, ha chiosato Oltrogge, che però ha ricordato che questa è una vicenda delicata che dev’essere analizzata e affrontata con decisione.