Sotto il nuovo ponte di Genova il quartiere risplende con i murales

Percorso artistico lungo dieci murales che rilanciano il quartiere di Certosa a Genova

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Mentre il nuovo ponte sul Polcevera sta crescendo ad un ritmo incredibile, il quartiere di Certosa, che si allarga lungo la valle, non è rimasto a guardare.

La rinascita dell’intera area passa anche per un progetto nuovo, partito nell’estate scorsa, un restyling della zona come a volersi rifare l’abito.


Il nuovo ponte sul Polcevera a Genova avanza
Il video dell’esplosione del Ponte di Genova


Proprio così: Certosa si è vestita a festa con una serie di murales davvero belli e molto diversi tra loro.

Il progetto “On the wall”, proposto dal Comune di Genova e dall’associazione Linkinart, prevede un percorso in dieci tappe di street-art.

Artisti di fama internazionale sono intervenuti per riqualificare il quartiere, proponendo murales di livello su alcune facciate dei palazzi.

Tra i principali graffitari intervenuti c’erano gli affermati Zedz e Ozmo, insieme a giovani talenti come Agostino Iacurci, Gola Hundun, Geometric Bang, Rosk & Loste, Greg Jager, e altri.

Il tema comune a tutti i murales è “La gioia”, interpretata da ciascun artista a suo modo: con colori vivaci, con messaggi positivi.

Il progetto ha ricordato un po’ le iniziative artistiche di Bansky, la cui mostra si sta completando proprio a Genova.

E pare proprio che con questa versione di riqualificazione urbana, Genova si ponga in linea con altre città europee che hanno iniziato da tempo questo percorso. Il pensiero va a Glasgow, Berlino, Londra, Bristol, tanto per citarne alcune.

Proprio per questo si sono organizzati anche percorsi artistici alla scoperta di questi murales, nel tentativo di tracciarne un quadro interpretativo, ma anche per portare le persone in un quartiere di Genova che certamente ha conosciuto una grande caduta, ma che si sta fortemente risollevando.

E allora, anche per riproporre argomenti cari a Genova e ai genovesi, ecco spuntare il volto di Paolo Villaggio, nelle vesti di un Fantozzi fiero e non remissivo.

E poi il pensiero e i colori vanno al mare, in quell’inscindibile legame con la città.

Ma anche la musica non viene tralasciata, opera di Maria Checchia.

Insomma, ognuno ha messo la propria arte, ma anche il proprio cuore per lanciare un segnale di speranza al quartiere di Certosa, ma anche a tutta la città.

In questa prospettiva, sarebbe bello pensare di allargare il progetto anche a quella Via Fillak che si trova nella zona immediatamente antecedente al ponte, in modo da costituire un collante tra le due aree.

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