Sono trascorsi 10 anni dalla strage dell’isola di Utoeya

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La strage dell’isola di Utoeya è uno di quei brutti episodi nella storia dell’umanità che purtroppo non si potrà mai dimenticare. Il tempo però passa e anche se molti dicono che guarisce le ferite, a volte queste si riaprono quando cadono gli anniversari. Sono trascorsi 10 anni dall’attentato norvegese che ha ucciso 77 persone.


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Strage di Utoeya: sono trascorsi 10 anni, la ferita si è rimarginata?

Quella di Utoeya è una ferita che non si rimarginerà mai, nemmeno tra 20 anni. Non solo per i parenti delle vittime ma anche per l’intero Paese. Era il 22 luglio 2011 quando l’attentatore estremista anti-immigrati, Anders Behring Breivik, fece esplodere un’autobomba fuori dalla sede del Primo Ministro ad Oslo. In questo primo attacco morirono otto persone. Il folle si diresse poi verso l’isola di Utoeya dove cominciò a sparare a ragazzi giovani che si trovavano sul posto per un soggiorno estivo. Ne uccise 69 in totale. Giovedì 22 luglio, Erna Solberg, Primo Ministro norvegese, parteciperà alla commemorazione delle vittime che si terrà davanti all’ex ufficio del Primo Ministro. Solberg pronuncerà un discorso in memoria degli scomparsi, alla presenza dei parenti e dei sopravvissuti.

Astrid Hoem: sopravvissuta alla strage

Quel maledetto 22 luglio 2011, si trovava sull’isola di Utoeya anche Astrid Hoem che all’epoca aveva 16 anni. Queste le sue parole: “Penso sempre a quanto fossero giovani. Avevano 16, 17, 18 anni. A quel tempo, era il dolore di perdere i tuoi amici. Ma oggi, è anche il dolore di non conoscerli quando avrebbero dovuto avere 26, 27, 30 anni”. Ora sul luogo della strage si trova un centro commemorativo: la struttura è composta da 69 pilastri in ricordo delle vittime. Al momento Breivik sta scontando la propria pena in carcere, le vite che però ha rubato non potranno mai essere restituite a chi ora le piange.