Somalia rifiuta aiuto AU e respinge John Mahama

L'Unione Africana nomina un inviato speciale per mediare nella situazione creata dalle mancate elezioni

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Somalia rifiuta aiuto AU

Sembra che qualunque iniziativa si prenda per aiutare la Somalia ad uscire dall’accartocciamento in cui si trova è impresa ardua per l’Unione Africana (AU). Difatti l’AU per aiutare a risolvere i problemi legati alle mancate elezioni nel Paese somalo ha mandato un inviato speciale. La nomina è toccata all’ex presidente del Ghana John Mahama. Ma la Somalia rifiuta l’aiuto AU poichè non accetta questa nomina, in quanto ritiene Mahama uomo vicino al Kenya, quindi non imparziale.

Una lunga diatriba Somalia- Kenia

La diatriba con il Kenya si trascina ormai da anni. É cominciata per una disputa sui confini marittimi nell’Oceano Indiano, poi si è diramata in tanti ambiti. Finanche far sostenere alla Somalia che il Kenya vuole intromettersi nelle questioni interne somale. Tant’è che nel dicembre del 2020 la Somalia ha interrotto tutti i rapporti diplomatici con il Kenya richiamando i suoi diplomatici da Nairobi. Quindi è per principio che la Somalia rifiuta l’aiuto dell’AU.

AU offre aiuto ma la Somalia rifiuta: qual’è il motivo?

Nonostante le migliori intenzioni la nomina di John Mahama non è proprio vista bene dalla Somalia, che se voleva aiuto dall’AU adesso lo rifiuta. Specialmente dopo che il 12 maggio la Somalia è venuta a conoscenza tramite i media della sospensione dei voli commerciali e cargo da e per la Somalia fino al prossimo agosto. Un ulteriore offesa quella del Kenya, che non ha contattato direttamente la Somalia. Da qui il rifiuto dei somali di qualunque rapporto, anche se a volerlo fosse l’AU. Eppure, solo ad inizio maggio sembrava che le relazioni potevano riprendere grazie a degli spiragli.


Somalia: i disordini e lo spettro della guerra civile


Fronte comune per bene comune

La diplomazia lavora affichè i due Paesi raggiungano un accordo. Del resto dovrebbero fare fronte comune contro Al- Shabaab. Ma, a quanto pare, i leader dei due Paesi restano fermi sulle loro posizioni. Questo non giova al corno d’Africa, anche perchè da una divisione del genere il terrorismo non può che rafforzarsi.

Il rifiuto formale della Somalia all’aiuto AU

Come riferisce The Nation, il ministro per la Cooperazione estera e Internazionale della Somalia, il 9 maggio ha scritto al Presidente dell’UA, Moussa Faki Mahamat. La lettera era chiara. Non si ritiene che l’ex Presidente ghanese sia l’uomo adatto perchè troppo vicino alla leadership kenyota. Pertanto la Somalia rifiuta l’aiuto dell’AU. Ovviamente qui sembra venga perso di vista il nocciolo fondamentale della questione. Non sono i rapporti con il Kenya, che al momento preme all’AU, ma che le elezioni in Somalia vengano fatte. L’AU in una dichiarazione ha confermato che Mahama “avrebbe collaborato con le parti interessate somale, per raggiungere un compromesso accettabile, verso una risoluzione per lo svolgimento delle elezioni nel più breve tempo possibile.”.

Come si esce da questa situazione?

A questo punto sarà l’AU a dover prendere in mano la situazione. Sembrerebbe, quasi, che la Somalia usi Mahama come pretesto. In realtà, forse, il presidente Farmajo non vuole intromissioni nelle questioni interne da nessuno. Neanche dall’Unione Africana. Non sarà un bene per la Somalia se le proteste degli ultimi tempi sfociano in una guerra civile. La linea è molto sottile e Farmajo tenta di scavalcarla. Ma a discapito di chi?

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