Somalia: i disordini e lo spettro della guerra civile

La situazione sta precipitando a Mogadiscio, gli scontri aumentano così come gli interventi armati della polizia. La causa è sempre la stessa: le elezioni mancate

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Somalia i disordini

Che la situazione nel Paese stesse per precipitare era nell’aria già da tempo. Così come il fatto che il popolo non avrebbe assistito a nuove elezioni. I disordini in Somalia non si sono mai fermati dall’inizio del 2021. Intanto, la situazione esplode quando il parlamento somalo ha approvato una legge che proroga di due anni il mandato presidenziale, scaduto in febbraio. L’incapacità di organizzare le nuove elezioni o la mancanza di voglia di farlo è diventato motivo di scontro per le strade, tra i sostenitori dell’opposizione e le forze di polizia. Intanto il presidente Mohamed Abdullahi Mohamed, chiamato da tutti Farmajo resta al suo posto. La democrazia stenta ad affacciarsi nei territori somali. Le opposizioni non hanno tanto voce in capitolo oltre quella di aizzare le masse. E così in Somalia i disordini crescono.

Punto della situazione in Somalia: disordini a Mogadiscio

La capitale della Somalia è stata protagonista di disordini. Manifestazioni di protesta e colpi di arma da fuoco hanno caratterizzato, nel cuore della città, la giornata del 25 aprile. Per tutta il giorno ed anche oggi, la situazione è stata pesante in città tra manifestazioni di proteste, gomme bruciate per le strade, blocchi alle vie principali e sparatorie. É dal 12 di aprile che la situazione non accenna a migliorare. Anche domenica scorsa si è avuta una manifestazione con l’uso delle armi in un quartiere più periferico di Mogadiscio. Sta di fatto che la situazione è precipitata da un pò, adesso non si può più recuperare, se non con la forza da parte del governo.

Niente di nuovo sotto il cielo della Somalia

Anche gli osservatori internazionali dovevano aspettarsi che ciò sarebbe accaduto. Quando alla fine del 2020 non sono iniziate le procedure per le elezioni, già era chiaro dove si andava a parare. Anche i rappresentanti di ambasciate straniere presenti a Mogadiscio si dicono preoccupati, tra questi Nicolas Berlanga dell’Unione europea. Che cosa garantisce che tra due anni avverrà veramente l’elezione a scrutinio universale diretto? Se non si è raggiunto un accordo ora, tra le visione diverse sul futuro del Paese tra centristi e federalisti, come riusciranno a farlo tra due anni, visto le premesse? E soprattutto perchè in questi poveri Paesi s’interviene sempre quando il danno maggiore è fatto?


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Anche l’ONU teme che i disordini in Somalia possano precipitare

Lo spettro di una guerra civile è molto vicino. É un momento pericoloso per il Paese del corno d’Africa, la guerra civile paventata, la pandemia, il terrorismo aggravano quella che già di base è una realtà dura da vivere. Povertà, fame, guerre e carestie: ma che futuro possono mai sperare i bambini in Paesi come questo? Ecco perchè preferiscono scappare, rischiando la vita piuttosto che restare e morire comunque di fame. É insito nell’essere umano il bisogno primario di preservare la propria vita a costo di qualsiasi pericolo. E questo non dipende dal colore: l’umanità è una e i colori dipendono dalle latitudini.