Somalia: attentato contro governatore rimasto illeso

Purtroppo il bilancio è di tre morti e cinque feriti nell'attacco di un kamikaze davanti ad un hotel di Baidoa

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Somalia attentato

Il governatore della regione della Baia, nel sud-est del Paese, Alì Wardhere Dooyow è uscito miracolosamente illeso da un’attentato kamikaze. Il bilancio dell’attacco riporta l’uccisione di due guardie del corpo dell’uomo politico e un civile, cinque i feriti. I testimoni presenti all’esplosione, secondo quanto ha riportato l’agenzia AFP, hanno raccontato di scene scioccanti con corpi distrutti in seguito alla deflagrazione causata dall’attentatore, che ovviamente è morto. Al-Shabab gruppo terroristico legato ad al-Qaeda ha rivendicato l’attacco. É dal 2007 che non c’è pace in Somalia, a causa di questi terroristi che tentano di rovesciare il governo federale. Questo attentato in Somalia segue lo schema prestabilito di Al-Shabab che per indebolire il governo colpisce sempre, vigliaccamente, obiettivi civili .

In 7 giorni più di un attentato in Somalia

Sempre nello stesso giorno in Somalia un altro attentato a Yaqshiid, nel distretto della capitale somala, dove un IED ( ordigno esplosivo improvvisato) ha colpito un convoglio militare ferendo 1 ufficiale e uccidendone altri 2. Una settimana fa l’esercito aveva dichiarato di aver colpito due basi militari dei guerriglieri, uccidendone più di una decina. Ma la risposta di Al-Shabab non si è fatta attenere ed ha colpito con un’attentato suicida in un Tea shop a Mogadiscio, frequentato da giovani. Il resoconto parla di 5 giovani morti tra cui un bambino, 4 i feriti, anche l’attentatore, morto nell’esplosione, era un ragazzo.


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La Somalia vive un momento buio

Il Paese somalo vive uno dei momenti storici peggiori di sempre. Tra pandemia, attacchi di locuste e carestia, situazione politica criticissima e guerriglia terroristica non si vedono spiragli. L’ opposizione non riconosce il presidente Mohamed Abdullahi Mohamed. L’8 febbraio 2021 è scaduto il suo mandato e non si sono avviate le procedure per le elezioni. Anche l’ONU ha fatto pressioni, affinchè venissero intraprese le misure urgenti per giungere a elezioni necessarie, in questo momento difficile. L’insicurezza e la paura del terrorismo si aggiungono quindi alla fragilità politica di uno stato federale non in grado di risanare le sue ferite trascinate negli anni, alle quali se ne aggiungono sempre di nuove.

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