Sofagate: vice presidente turco risponde a Draghi

0
312
Sofagate: vice presidente turco risponde a Draghi

La frase di Draghi che definisce Recep Erdogan “un dittatore con cui cooperare” ha scatenato un putiferio, che ha messo ancora più in difficoltà i rapporti Europa-Turchia dopo l’avvento del cosiddetto Sofagate. Il gesto di non consegnare una sedia alla presidente Vor der Leyen da parte del leader turco ha avuto come conseguenza l’ormai famosa frase dell’ex presidente della BCE, ora alla guida del governo italiano. Dalla Turchia il vice presidente Fuat Oktay ha risposto al presidente del consiglio ricordando il passato italiano. “Se vuole vedere cosa sia una dittatura deve guardare alla storia recente del suo Paese e lo vedrà molto chiaramente”, ha dichiarato Oktay.

Sofagate, cosa è successo?

Durante la visita di Ursula Von der Leyen e Michel ad Ankara, Erdogan si è reso protagonista in un siparietto poco simpatico, soprattutto nei confronti della presidente della Commissione. Mentre la sedia per Michel era disponibile, quella per la Von der Leyen invece no. Ad un primo imbarazzo si è susseguito lo sconforto di avere di fronte ancora un paese “arretrato” dal punto di vista umano, reduce da un golpe fallito del 2016 e in prima fila nell’incarcerare professori, giornalisti ed intellettuali.

Lo sgarbo di Erdogan, secondo alcuni media turchi, non è stato voluto ma è stato figlio di un protocollo ben preciso. Mevlut Cavusoglu, presente nel colloquo con i colleghi europei, ha rivendicato l’operato di Erdogan affermando appunto che era tutto prestabilito secondo un protocollo. Che sia un protocollo a stabilire se una sedia debba essere data ad una presidente è già di per se strano. Tuttavia, secondo i turchi il gesto di Erdogan è corretto e merita rispetto da parte degli interlocutori.

Ankara convoca abasciatore italiano

Come primo gesto pratico contro le parole di Draghi, il governo turco ha convocato l’ambasciatore Massimo Gaiani. Ritenendo inaccettabili per parole del premier, il ministero degli esteri ha affermato che la Turchia “condanna fermamente le dichiarazioni del presidente del Consiglio italiano. Il presidente è un leader che è stato eletto con il più alto voto popolare di sostegno in Europa. Queste dichiarazioni impertinenti e inopportune non possiamo collegare in alcun modo all’amicizia e alleanza turco-italiana“.


Charles Michel: “Stiamo tendendo la mano, ora spetta alla Turchia”

Golpevoli: ergastoli ai militari implicati nel tentato Colpo di Stato in Turchia del 2016
Commenti