Società di mining non paga una bolletta elettrica milionaria

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Negli ultimi anni si sta assistendo ad un boom di società  che si lanciano nel settore del mining di Bitcoin, in grado di costruire delle megastrutture. Questo modello di investimento è l’unico che riesce ad unire le infrastrutture con il venture capital. Le società ottengono un controllo del mercato energetico e nello stesso tempo accumulano una ricchezza infinita in Bitcoin. Negli Stati Uniti una società di mining si è rifiutata di pagare una bolletta dell’elettricità da 3,7 milioni di dollari.

Ecco cosa è successo tra la società di mining e la compagnia elettrica?

La compagnia elettrica ha citato in giudizio la società di mining Project Spokene, con sede in Montana negli Stati Uniti. Secondo i convenuti, non hanno alcuna responsabilità, il debito di 3,7 milioni di dollari contratto non è dipeso da loro. La società Project Spokene, sostiene che la responsabilità del mancato pagamento è da imputare esclusivamente ad un’altra società la Hyperblock LLC. Quest’ultima ha acquistato la maggior parte delle quote societarie di mining nel 2008.

Energy Keepers (EKI) sostiene una tesi diversa in giudizio rispetto alla società di mining

La società fornitrice di energia, ha intrapreso l’azione legale, sostenendo che l’accordo raggiunto tra le due società Project Spokene e Hyperblock sia frutto di un accordo fraudolento. Lo scopo era esclusivamente per evitare il pagamento dell’energia elettrica. Tutto questo secondo EKI e l’accusa, si può notare, quando Hyperblock ha acquistato la società Project per 66 milioni di dollari e la società possedeva 11 milioni di dollari in asset ed una perdita di 6,6 milioni. EKI ha considerato fin dall’inizio il pagamento eccessivo, bastava studiare  i bilanci della società per rendersi conto della situazioni di crisi.

Project Spokene sostiene un principio diverso sull’accordo tra le società

Secondo Project Spokene, dopo l’accordo raggiunto con la società Hyperblock, la responsabilità del pagamento per le bollette passava interamente ad Hyperblock. Inoltre, secondo i convenuti in giudizio, EKI ha restituito 1 milione di dollari ed ha concesso all’impresa un credito non garantito di 5 milioni di dollari. EKI aveva accertato in precedenza attraverso delle ricerche accurate, l’ottimo stato societario della società Hyperblock. Per Project Spokene l’approvazione di tutti i contratti da parte di EKI è la prova che era consapevole della realtà dei fatti. Project non ha mai commesso un’azione fraudolente servendosi della società Hyperblock.


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Secondo EKI, il dubbio dell’accordo tra le due società, nasce dopo il crollo dei Bitcoin nel mese di marzo. Hyperblock non ha pagato più le bollette. EKI ha interrotto la fornitura di energia elettrica e il giorno dopo Hyperblock ha presentato un’istanza di fallimento.