Dal 24 gennaio 2017 sino al 03 maggio il film tanto discusso di Fabio Venditti Socialmente Pericolosi ha concluso il suo tour di proiezioni entrando nelle sale di diverse città italiane. Terracina, Lanciano, Piove di Sacco, Genova, Palermo, Padova, Piacenza, Avellino, Cava de’ Tirreni – Salerno, Bari, Asiago e infine Roma.

Dopo un lungo lavoro durato quattro anni il regista Fabio Venditti vede finalmente coronato il suo film-inchiesta. Al suo fianco Vinicio Marchioni, Fortunato Cerlino, Michela Cescon, Blu Yoshimi, Massimo Wertmüller, Alberto Gimignani e Massimiliano Buzzanca. Un cast d’eccezione dunque.

La pellicola tratta di una tematica molto delicata e drammatica e racchiude un’esperienza molto forte vissuta in prima persona dal regista. Ambientato nel periodo in cui il giornalista decise di avviare un’inchiesta sul carcere di Sulmona in Abruzzo, il famigerato carcere dei suicidi – una struttura che ospita duecento detenuti, la metà per reati di mafia, con pene da scontare dai venti ai trenta anni – il film racconta dell’incontro del giornalista con il camorrista ergastolano Mario Spadoni e dell’inaspettata amicizia tra i due.

Mario Spadoni, che successivamente deciderà di scrivere il libro La mala vita: lettera di un boss della camorra al figlio, decide di aprirsi al giornalista raccontando le verità crude e difficili di un quartiere tormentato di Napoli, del suo desiderio di togliere il figlio da quella strada e di confessare tutti i suoi errori legati ad una vita malavitosa e sbagliata. Venditti fa, dunque, luce su una realtà difficile, i Quartieri Spagnoli di Napoli e per lui, come per gli spettatori, si apre un capitolo su una realtà esattamente agli antipodi, dove le regole di una vita normale non solo non sono rispettate, ma sono del tutte sconosciute.

Tra i due nasce un’amicizia profonda, al punto che Venditti ospiterà il boss, malato di epatite virale, durante l’attesa del trapianto di fegato. Come ha rilasciato da recente in una intervista lo stesso regista: “non è stato facile, per diversi motivi, portare a termine le riprese, non è stato facile operare in modo autonomo e indipendente per i quartieri spagnoli |…| e non è stato facile nemmeno portare sul grande schermo una storia vera, con tutte le sue contraddizioni”.

Grazie anche al supporto dell’Ong Action Aid, Fabio Venditti non ha dato vita però solo al film, ma ha anche fondato l’associazione “Socialmente pericolosi” ponendosi l’obiettivo di far lavorare molti dei ragazzi – di cui egli stesso racconta la loro storia nella trama del film – che grazie a lui hanno avuto l’opportunità di conoscere altri luoghi e altre realtà italiane.
Un percorso durissimo, un’esperienza di vita estremamente forte e professionalmente incisiva.

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