Vorrei spiegare oggi che cosa significa biometria, con questo termine si vogliono definire tutte quelle tecnologie che ci danno la possibilità sia di misurare, sia di registrare le caratteristiche fisiche e/o comportamentali di ogni persona, noi stessi che stiamo leggendo siamo inclusi nei soggetti interessati da questa “rilevazione” di massa, capillare.
Non solo le dita con le impronte digitali,non solo gli iridi ma molte parti del nostro corpo lasciano il segno, emettono segnali oppure si rivelano assolutamente solo nostre, con caratteristiche associate univocamente a noi. Se tutti questi dati riguardanti un individuo vengono tradotti in un algoritmo e registrare in un data base, otteniamo un grande archivio di identità, non solo di nomi e cognomi e dati anagrafici di base ma di profili specifici che raccontano tutto o quasi di un individuo.

In questo panorama tecnologico-digitale si inserisce una figura “il viaggiatore digitale”

Chi è il “Viaggiatore digitale”?
Una ricerca ne traccia il profilo del viaggiatore nostrano: amante della tecnologia e della ricerca vocale, pretende il wi-fi gratis e alla privacy preferisce il risparmio di tempo.

Buon utilizzatore della ricerca vocale e ben predisposto verso le soluzioni offerte dalla biometria, se mettono in condizione di risparmiare tempo. E’ questo il profilo del turista italiano secondo la ricerca globale Travelport sul Viaggiatore digitale 2018.
L’analisi – condotta da Toluna Research per conto del Gds – ha rilevato che metà (il 49%, per l’esattezza) dei viaggiatori in Italia ora utilizza la ricerca vocale per cercare le proprie soluzioni di viaggio, mentre tre italiani su quattro (74%) dichiarano di essere disponibili ad offrire dati biometrici personali per consentire lo screening biometrico alla sicurezza aeroportuale, se riduce i tempi di attesa.

Oggi la “profilatura” di ciascuno di noi avviene costantemente e in modo sempre più accurato, grazie e per colpa della biometria. Oltre a ben descrivere come siamo fatti e cosa facciamo, tutti sapranno cosa scegliamo, cosa amiamo, cosa compriamo. Ci sono orizzonti che hanno molto del fantascientifico e non è detto che diventeranno realtà o che la nostra generazione arriverà a vederle applicato tutto ciò che oggi è studiato e ipotizzato.
Lo studio ha anche rivelato che più di un terzo dei viaggiatori (36%) in Italia ora ricerca e prenota i propri viaggi interamente sul proprio smartphone e che due terzi (64%) evitano attivamente gli hotel che fanno ancora pagare il wi-fi. “I viaggiatori in Italia hanno anche dimostrato di essere più dipendenti dai loro cellulari per gestire le loro prenotazioni mentre viaggiano, con uno su quattro (37%) che afferma che non poter accedere alla propria prenotazione su tutti i dispositivi 24 ore su 24 è doloroso e frustrante”.
“I risultati della ricerca globale Travelport sul Viaggiatore digitale 2018 – spiega Sandro Gargiulo, country manager di Travelport per Italia e Malta – evidenziano la crescente popolarità in Italia di strumenti e servizi digitali per ogni fase del viaggio, dalla ricerca fino alla fine del viaggio. Questa richiesta di strumenti digitali continuerà, perché le persone cercano modi sempre più convenienti per effettuare transazioni, non solo per quanto riguarda i viaggi, ma in ogni parte della loro vita”.
Per parte sua Gordon Wilson, presidente e ceo di Travelport, ha commentato: “Tutti possiamo vedere come la tecnologia sta cambiando quasi ogni aspetto della nostra vita. Il settore dei viaggi ha sempre ruotato attorno a nuove esperienze e adottato presto nuove tecnologie. Questo è vero oggi, con una così alta domanda di ricerca vocale e screening biometrico, come quando mi sono unito a questo settore quasi trent’anni fa”.



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