Le città intelligenti sono le città sostenibili e innovative, a misura di cittadino, in cui la tecnologia viene sapientemente utilizzata per l’ottimizzazione di tutti i servizi urbani. Smart è la città per i cittadini, che assicura un’elevata qualità di vita riuscendo a soddisfare le esigenze di ciascun suo componente, dal cittadino alle imprese ed istituzioni. I progetti realizzati ad oggi per rendere la città un sistema funzionante ed integrato sono infiniti, in Italia, in Europa e nel mondo; nei campi dell’efficienza energetica, della tecnologia, dell’ambiente, della comunicazione e della mobilità.

A che punto siamo in Italia?

A rivelarlo è il Rapporto ICity Rate, la ricerca condotta annualmente dal gruppo Digital360 che, analizza l’avanzamento tecnologico dei 106 comuni capoluoghi italiani sulla base di 113 indicatori su 15 dimensioni urbane (povertà, istruzione, aria e acqua, energia, crescita economica, occupazione, turismo e cultura, ricerca e innovazione, trasformazione digitale e trasparenza, mobilità sostenibile, rifiuti, verde pubblico, suolo e territorio, legalità e sicurezza, governance), e stila la lista delle città italiane più smart.

Nel 2018, Milano si conferma nettamente in testa per il quinto anno consecutivo, con ottimi risultati soprattutto negli ambiti relativi alla crecita economica, ricerca e innovazione. La seconda città smart è Firenze, che per poco toglie la seconda posizione a Bologna. Il capoluogo toscano presenta eccellenze nel campo turistico-culturale e si colloca fra le prime città per mobilità sostenibile, stabilità economica, istruzione, lavoro, partecipazione civile ed energia. Bologna, invece, conferma la sua leadership negli ambiti del lavoro, energia e governance e partecipazione civile e guadagna un ottimo posizionamento per trasformazione digitale, istruzione, ricerca e innovazione e inclusione sociale.

Trento, Bergamo, Torino, Venezia, Parma, Pisa e Reggio Emilia completano la classifica delle prime dieci smart city italiane. E’ inevitabile notare, come nella top ten non si registri nessuna città del sud: nel percorso di sviluppo della Smart City non accenna, dunque, a ridursi il divario fra il Nord e il Sud del Paese. Roma continua la sua lenta risalita verso il gruppo delle prime dieci, recuperando due posizioni rispetto al 2017 (sale dal 17° al 15° posto), grazie soprattutto alle buone performance negli ambiti di trasformazione digitale, turismo e cultura, innovazione e istruzione.

Le criticità in Italia

L’Italia rispetto al resto dell’Europa, è ancora molto indietro, nonostante alcuni dati incoraggianti: si contano numerose iniziative che utilizzano le tecnologie digitali per rendere più smart le città, circa il 48% dei comuni con più 15.000 abitanti ha avviato almeno un progetto smart nel triennio 2015-2017. Solo nel 37% dei casi, però, si è riusciti ad andare oltre, estendendo i progetti all’ intero territorio urbano in modo permanente. Le motivazioni sono varie, prime tra tutte la necessità di una pianificazione strategica di medio lungo termine per l’attuazione di progetti in grado di garantire risultati nel tempo.

I comuni hanno avviato diverse iniziative, ma la maggior parte dei progetti si è fermata alla fase di sperimentazione. Manca quella capacità di governance, che a livello nazionale e locale, sia in grado di porre in essere progetti strutturati e duraturi. Un’altra criticità è rappresentata dal rinvenimento e dall’ utilizzo dei dati. Infatti il punto cruciale per la creazione di smart city sono i dati (bigdata) di cui i sensori (Internet of Things) abilitano la raccolta, ma ancora di più è  l’utilizzo che ne viene fatto. Trasformare il dato in informazioni da utilizzare per creare nuovi prodotti e/o servizi che siano utili ai cittadini ed alla comunità è ciò che ci permetterà di evolvere i nostri centri abitati in vere e proprie smart city.

Il confronto con l’Europa

Altrove, in Europa, invece, le cose stanno andando diversamente: L’International Data Corporation (IDC) stima che la spesa europea per le smart cities ha raggiunto £ 15 miliardi nel 2018, e il continente è ben rappresentato nelle classifiche smart city prodotte dall’Eden Strategy Institute, una società sociale con base a Singapore consulenza sull’innovazione.

Ecco le città intelligenti in Europa che hanno guadagnato posti nella graduatoria dell’anno passato. Al primo posto troviamo Londra, seguita da  Helsinki e Barcellona, Vienna, Amsterdam, Copenaghen, Berlino, sono le altre città che occupano i primi posti della graduatoria.

Ma anche centri europei di medie dimensioni come Malaga e Santander sono sulla strada giusta per affermarsi tra le città più intelligenti e vivibili. Efficienza energetica, ricerca, innovazione tecnologica, mobilità sostenibile, occupazione e sostenibilità sono le iniziative più praticate tra le città, rappresentando anche una buona percentuale delle buone pratiche già raggiunte e funzionanti.

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