Slavery Abolition Act: l’abolizione della schiavitù nell’Impero Britannico. Accadde il 1° Agosto 1834

«non sono anche io un uomo e un fratello?»

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Slavery Abolition Act

Slavery Abolition Act: l’atto con cui la schiavitù fu abolita nel territorio di uno degli Imperi colonizzatori tra i più importanti della storia. La legge entrò in vigore il 1° Agosto 1834 e da quel giorno la tratta degli schiavi fu illegale.

Facciamo un passo indietro e cerchiamo di ricostruire storicamente il percorso politico e sociale che portò al decreto contro la schiavitù in Inghilterra. Prima della sentenza del 1834 è importante ricordare un’altra data: il 23 Febbraio 1807. Il Parlamento inglese quel giorno approvò il Slave Trade Act; legge con cui fu stroncato il commercio degli schiavi in tutte le terre appartenenti ai colonizzatori inglesi. L’ordinanza fu largamente condivisa dalla maggioranza del Parlamento che fu sollecitato anche dal movimento abolizionista. Con il Slave Trade Act la tratta fu considerata un reato; c’è da dire che l’Inghilterra fu decisa a cambiare, o meglio, ad eliminare un elemento, quello degli schiavi, senza incertezze e in poco tempo si trasformò forse in uno degli stati più “illuminati” del periodo. Il movimento abolizionista anche in Francia fu alle prese con una lotta sociale ma fu una lotta più debole e incerta rispetto a quella inglese. Nella Francia rivoluzionaria un decreto per l’abolizione della schiavitù nelle colonie fu approvato nel Febbraio 1794 ma la sua applicazione fu fortemente osteggiata e inoltre, nell’epoca napoleonica le decisioni sugli schiavi furono ripristinate.

L’abolizionismo

Dal tempo più remoto al Rinascimento, passando anche per il Medioevo, ogni epoca ha dato un suo contributo alla costruzione del movimento abolizionista. Ulpiano definì la schiavitù una creazione dello jus gentium contraria allo jus naturalis, quindi una sorta di oltraggio all’umanità, al significato della autentica umanità. Ecco, l’abolizionismo forse prese parte del suo senso dal concetto di umanesimo dunque dalla consapevolezza di uomini, uomini liberi, capaci di intendere e di volere. In qualunque epoca storica tuttavia non sono mai mancate le disuguaglianze, c’è sempre stato chi regnava e chi subiva, chi soffriva e prendeve frustate e chi sedeva e godeva di ogni bene. A partire dal XVII secolo, il peggioramento del quadro economico in Europa, la Guerra dei Trent’anni, furono segni di un grande cambiamento ma anche di deviazioni e disorientamento. In America, nelle terre esotiche, nelle terre al di là dell’oceano si svilupparono le colonie e con esse, quasi naturalmente, il sistema schiavistico.

Le critiche al sistema schiavistico arrivarono nell’epoca dell’illuminismo. Il concetto di libertà universale iniziò a smuovere le coscienze e a descrivere negativamente ogni forma di sottomissione. Negli anni Quaranta e Cinquanta del Settecento il “Grande Risveglio” in America e l’ascesa del metodismo inglese contribuirono alla promozione di una nuova sensibilità morale. I metodisti, in Inghilterra, condannarono la schiavitù perchè contro natura. Alcuni dei pensatori illuministi, tra i quali Adam Smith, Adam Ferguson, considerarono la schiavitù moralmente riprovevole. Intellettuali, pastori evangelici, i metodisti proclamarono nei sermoni e scrissero nelle opere che il commercio degli schiavi era terribile e sostenevano che l’Inghilterra doveva essere la prima nazione ad abolirlo e doveva anche operare per estinguerlo nel mondo intero.

Nello stato britannico la leadership del movimento abolizionista venne definita la Setta di Clapham. I componenti della setta fondarono la Society for the Abolition of the Slave Trade. La società si allargò e coinvolse altri personaggi come i parlamentari Burke e Pitt, il poeta Coleridge e l’imprenditore Wedgwood; fu proprio l’imprenditore a produrre dei medaglioni con sopra l’immagine di uno schiavo nero ed una frase: «non sono anche io un uomo e un fratello?». Il movimento riuscì a farsi strada e trovò larghi consensi. Nel 1788 venne applicato il provvedimento Dolben Act in base al quale fu aumentato lo spazio per ogni prigioniero sulle navi; negli anni Novanta del Settecento invece nel Parlamento furono avanzate due proposte per abolire la tratta degli schiavi e poi la schiavitù. Quelle proposte divennero poi fatti nel 1834 con la legge Slavery Abolition Act.

Il 1 Agosto 1834 l’Inghilterra da principale nazione schiavista del mondo si trasformò nella principale nazione emancipatrice. Un lavoro sociale e politico, lungo e consapevole, per toccare la coscienza collettiva e porre l’abolizione della schiavitù come un evento ineludibile.

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