Sistema scolastico italiano: reputazione a picco in Ue

Il sistema scolastico italiano è il fanalino di coda in Ue.

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Sistema scolastico italiano

Qual è la reputazione del sistema scolastico italiano? Ebbene da un’analisi svolta da un’azienda specializzata in corporate reputation, emerge un quadro interessante. In quanto i dati fotografano lo satus del sistema scuola nella classifica europea. Ed emerge che la reputazione del nostro sistema scolastico è il fanalino di coda in Ue. In quanto risente di forti carenze in termini di risorse finanziarie e di importanti rigidità strutturali. Che gli impediscono il raggiungimento di certi risultati. E’ sotto la media di 8,52 punti percentuali. Rispetto a quella europea. Mentre a confronto, con la situazione pre-pandemica, febbraio 2020, si nota addirittura un decremento del 15,9.

Qual è la situazione del sistema scolastico italiano?

La ricerca dunque, ha dimostrato che la scuola italiana è caratterizzata da debolezze strutturali. Quali la scarsità di risorse finanziarie destinate all’intero sistema. Difatti il Driver della performance finanziaria è -5.23%. Sulla media europea. La causa è, la non ottimale gestione dell’emergenza. Per il fallimento delle assegnazioni annuali delle supplenze. Mentre la percentuale del Servizio erogato è -7.98%. Questo dato si riferisce ai limiti della Dad, e alla disuguaglianza tecnologica. Nel territorio nazionale. Per quanto riguarda le classi pollaio, in netto contrasto con le regole relative al distanziamento sociale, la percentuale del Workplace & Governance è -6.52%. Sono dati che ci preoccupano, non perché siano diversi da quelli di un anno fa, ma perché sono molto peggio rispetto a quelli, di 20 anni fa. Difatti per la scuola non si è fatto granché. Anzi, forse, la si è ancora più penalizzata gravandola di ulteriori incertezze economiche.

Scuola italiana bocciata

Occorre ripensare alla scuola. Serve un sistema scolastico di qualità. Che torni a garantire l’ascensore sociale, dal Nord al Sud. E non un ammortizzatore sociale. E’ giusto riparare la scuola e curare gli edifici. Però sarebbe opportuno curare anche la formazione permanente e obbligatoria degli insegnanti. Consentire la liberazione della didattica dal modello trasmissivo e prevalentemente nozionistico. Nonchè liberare anche i dirigenti scolastici dai funambolismi burocratici. E da responsabilità che non competono loro. Ma che alimentano quella irrequietezza esistenziale che non giova alla serenità del loro impegno.