Sistema elettorale americano – ecco come funziona

Tra meno di due mesi si svolgeranno le elezioni presidenziali negli Stati Uniti. Vediamo ora come funziona il sistema elettorale statunitense

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Sistema elettorale americano

Il 3 novembre si terranno le elezioni presidenziali USA 2020. Scopriamo ora come funziona il sistema elettorale americano. Rispondiamo alla domanda che si pongono in molti: qual è la differenza tra i grandi elettori e gli elettori “normali”?

Il sistema elettorale americano

Gli Stati Uniti sono una repubblica presidenziale di tipo federale. Il potere è suddiviso tra il Presidente, il Congresso e le corti giudiziarie federali. Gli USA sono composti da 50 Stati e un distretto, il District of Columbia. Il governo federale a il compito di coordinare i vari Stati. Tuttavia, ognuno dei 50 Stati ha comunque una sua indipendenza. Questa consente a ogni Stato di poter emanare delle leggi autonomamente. Ad esempio, i singoli Stati possono emanare leggi su temi differenti come il porto d’armi, la legalizzazione delle droghe leggere e la pena di morte.

I rapporti con il governo federale sono regolati dalla Corte Suprema, e ciascun Stato elegge al Congresso due senatori e rappresentanti alla Camera in proporzione alla propria popolazione. Nel scegliere i propri rappresentanti al Congresso, però, sono esclusi i cittadini del Distretto di Columbia.

Negli USA possono votare tutti i cittadini che hanno compiuto i 18 anni di età.

Le fasi del voto nel sistema elettorale americano

Le elezioni del Presidente negli USA si dividono in tre parti: le elezioni primarie, le elezioni presidenziali e il voto del collegio dei grandi elettori.

Le elezioni primarie sono quelle elezioni nelle quali si arriva alle nomination dei candidati per i pariti principali, il Partito Democratico e quello Repubblicano. Di norma durano 5 mesi, e ogni Stato vota il candidato del partito che preferisce. Le primarie terminano con la Convention, dove si nomina ufficialmente il candidato del partito.

Le elezioni presidenziali, o Election Day, si svolgono ogni quattro anni e avvengono il martedì successivo al primo lunedì di novembre. Qui i cittadini votano il candidato di uno dei partiti. Quest’anno le elezioni saranno il 3 novembre.

Una volta concluso l’Election Day, si ha una suddivisione dei grandi elettori tra i due candidati alla presidenza. Il candidato che arriva alla soglia dei 270 grandi elettori diventerà il Presidente degli Stati Uniti. Una volta definiti i grandi elettori, questi si riuniscono nel collegio elettorale degli USA nella capitale del proprio Stato il lunedì seguente al secondo mercoledì di dicembre.

La votazione avviene a scrutinio segreto, ed entro nove giorni il tutto viene inviato al Senato, che conta i voti. Raggiunto il cosiddetto “Magic Number” dei 270 voti, il candidato diventa Presidente e si insedia alla Casa Bianca il 20 gennaio.

Ma che differenza c’è tra i grandi elettori e gli elettori “normali”?

Ora arriviamo alla domanda che tutti si pongono. Qual è la differenza tra i grandi elettori e gli elettori “normali”? Perché un candidato che vince al voto popolare può non ottenere la presidenza?

Alle elezioni presidenziali americane, gli elettori votano per il Presidente ma di fatto non lo eleggono direttamente. Infatti, con il voto popolare, vengono selezionati 538 grandi elettori, che insieme compongono il collegio elettorale. Questi 538 grandi elettori formalmente votano per eleggere il Presidente e il Vicepresidente.

Ogni Stato ha un numero diverso di grandi elettori, pari alla somma dei suoi senatori e dei deputati alla Camera. Per arrivare ai 538 grandi elettori si sommano così i 100 senatori con i 435 deputati e i 3 elettori assegnati al Distretto di Columbia.

Assegnando a ciascuno Stato un minimo di tre grandi elettori, il sistema favorisce gli Stati meno popolosi. Molti critici affermano che questo avvantaggia l’elettorato che è a maggioranza bianca e repubblicana.

Ma il risultato del collegio elettorale rappresenta il voto popolare? La risposta adeguata sarebbe non sempre. Infatti, tranne che nel Maine e nel Nebraska, per il conteggio dei voti si utilizza il sistema Winner takes all, cioè chi vince prende tutto. Quindi, il candidato presidenziale che riceve anche un solo voto popolare in più vince e gli vengono attribuiti tutti i grandi elettori di quello Stato.

Perciò si ottiene che i grandi elettori assegnati a quello Stato saranno occupati dai grandi elettori fedeli al candidato. In questo modo, però, la composizione del collegio elettorale non rispecchia le preferenze del voto popolare. Ecco perché a volte vince il candidato che ha perso nel voto popolare.

Cosa succede se nessuno raggiunge la soglia dei 270 grandi elettori

Nel caso in cui nessuno dei due candidati raggiunga il numero dei 270 grandi elettori, si applica lo Scenario 1824, che prende il nome dalle elezioni del 1824, nelle quali si verificò questa situazione.

In questo caso, non si fanno delle nuove elezioni, ma sarà la Camera dei Rappresentanti a scegliere che sarà il nuovo Presidente.

I compiti del Presidente USA e chi può diventarlo

Il Presidente americano ha ampi poteri. Il potere principale è il potere esecutivo, cioè il compito di far applicare le leggi. Inoltre, è il Comandante in Capo delle forze armate.

Il mandato del Presidente dura quattro anni. Egli può essere rieletto solo una volta, e può fare quindi solo due mandati. Il Presidente ha anche dei poteri in ambito giudiziario, come ad esempio la nomina dei giudici nella Corte Suprema.

Inoltre, può mettere il veto alle proposte di legge approvate dal Congresso. Nel caso in cui il Presidente muoia o si dimetta, subentra il vicepresidente fino alla scadenza del mandato.

Per candidarsi alla presidenza degli USA, bisogna essere in possesso di tre requisiti fondamentali:

  • aver compiuto di 35 anni di età;
  • essere cittadino americano dalla nascita;
  • avere la residenza negli USA da almeno 14 anni.

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