Sissi e Franz: ecco perché non era una favola

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La storia d’amore fra Sissi e Franz, cioè Elisabetta in Baviera e Francesco Giuseppe d’Asburgo, per molto tempo è stata considerata una bellissima favola. Nella realtà, però, le cose sono andate diversamente.

Com’è andata davvero la storia di Sissi e Franz?

A contribuire al mito è stata senza dubbio la trilogia di film con protagonista la bellissima Romy Schneider, nei panni appunto dell’arciduchessa Elisabetta in Baviera. Per quanto quelle pellicole, datate anni 50, abbiano fatto sognare molte persone, si rivelarono essere quantomeno imprecise storicamente. Per non parlare del conseguente cartone animato, andato in onda in Italia nel 1997 e che aveva edulcorato ancora di più la storia. Dunque la domanda rimane la stessa: Sissi e Franz hanno davvero vissuto una favola?


24 dicembre 1837 nasceva Elisabetta di Baviera imperatrice triste


L’inizio di tutto

Prima di ogni cosa, non è vero che Sissi e Franz non si fossero mai visti prima. Infatti, i due futuri imperatori erano cugini primi, in quanto le loro madri, Ludovica di Baviera e Sofia di Baviera, erano sorelle. Ciò che è sicuro è che i cugini non si vedevano da molto tempo, tanto che pare Francesco Giuseppe non l’avesse riconosciuta. In origine l’imperatore, già ventiquattrenne, avrebbe dovuto sposare la sorella maggiore di Elisabetta, Elena, di diciannove anni. L’incontro tra i due fidanzati si svolse a Bad Ischl, in occasione del compleanno dell’Imperatore: Elisabetta accompagnava la madre e la sorella, ma fu proprio lei a colpire Francesco. Tanto che egli comunicò alla madre Sofia che aveva cambiato idea, e portò avanti la sua decisione fino a condurre Elisabetta all’altare.

Diventare imperatrice

Tra la proposta di matrimonio e le nozze trascorse quasi un anno, che Sissi impiegò nello studio di tutto quanto le sarebbe stato utile per diventare imperatrice. La giovane era vissuta nella casa paterna con una libertà che raramente veniva concessa ad un’arciduchessa, e fu arduo per lei ritrovarsi costretta in un ruolo che non avrebbe mai davvero sentito suo. A peggiorare le cose il comportamento della madre di Franz, sua zia Sofia, che le imponeva un rigido cerimoniale. Alla ribelle Sissi, abituata alla condiscendenza del padre, sembrava per questo una donna cattiva: soltanto in seguito avrebbe compreso le sue ragioni. Già all’inizio della sua vita a corte la sua salute peggiorò, tormentandola con tosse, febbre e stati d’ansia costanti.

La prima tragedia

Già nel 1855, un anno dopo il matrimonio, Sissi rimase incinta della prima figlia, Sofia. La nascita della bambina costituì ulteriori motivi di attrito con la suocera, che avrebbe voluto allevarla in modo diverso: e lo stesso accadde con la seconda figlia, Gisella, nata nel 1856. Gradualmente Elisabetta giunse a comprendere che i numerosi viaggi di Stato che avrebbe potuto compiere col marito erano un’occasione perfetta per avvicinarsi a lui. Così, pochi mesi dopo la nascita della secondogenita, prese con sé le due figlie e seguì l’Imperatore in Italia. Lo stesso accadde l’anno seguente, questa volta con destinazione Ungheria: ma accadde una disgrazia.

Rinunciare al proprio ruolo

Nel corso del viaggio in Ungheria, la primogenita Sofia si ammalò gravemente. Elisabetta si prese cura della sua bambina per un giorno, ma la bambina morì il 19 maggio 1857, ad appena due anni di età. Convinta che quella disgrazia fosse stata colpa della sua caparbietà, Sissi si diede per vinta e affidò la figlia Gisella esclusivamente alla suocera.

Di nuovo madre

Nel 1858 Elisabetta era di nuovo incinta, e ad agosto nacque l’erede al trono, Rodolfo. Il parto fu spossante per l’imperatrice, e i malesseri conseguenti tanto preoccupanti che vennero convocati la madre e il medico della sua famiglia. Di base però Elisabetta aveva frequenti malori, che si attenuavano solo quando aveva la possibilità di frequentare la sua famiglia. Come ad esempio la sorella minore, Maria Sofia, che accompagnò fino a Trieste dopo il suo matrimonio per procura con il principe Francesco II delle Due Sicilie. Gravidanze a parte, la salute di Elisabetta cominciava a risentire dello stress del suo ruolo, e sicuramente Francesco non era di aiuto.

Fughe e malesseri

Francesco Giuseppe era un uomo d’arme, e spesso era lontano da Vienna e dalla famiglia. Elisabetta mal pativa le sue assenze, e in particolare quell’anno. Nel 1859, le truppe austriache venivano duramente sconfitte a Magenta dagli eserciti di Napoleone III e del conte di Cavour, e l’Imperatore decise di porsi personalmente alla testa del suo esercito. L’Imperatrice reagì sprofondando nella depressione, che a dire la verità la accompagnò per tutta la sua vita. Dopo il netto rifiuto dello sposo di poterlo raggiungere in Italia, fece mostra di tutta la sua ribellione, ed è di questo periodo l’inizio delle pesanti cure dimagranti che sarebbero diventate la sua ossessione. E non è finita qui.

Sposa tradita

La situazione politica era molto difficile, e a questa si aggiunse la crisi coniugale della coppia imperiale. Infatti, per la prima volta cominciarono a girare voci sull’infedeltà dell’Imperatore: Elisabetta si rivoltò contro l’intera corte, e finì con il prendere la figlia Gisella e rifugiarsi nel suo castello natio, a Possenhofen. Tornata a Vienna ad ottobre, per il compleanno del marito, ebbe una ricaduta e il medico le consigliò di fare un viaggio in un paese caldo. La scelta ricadde su Madeira, in Portogallo. Oggi ci appare chiaro che la natura dei mali di Sissi fosse prettamente di origine psicologica, in quanto tornava in perfetta salute non appena si allontanava da Vienna. Oltre a questo, era probabilmente affetta da una forma di anoressia nervosa.

Gioie e dolori

Nel 1868, a Budapest, nasceva Maria Valeria, l’ultima e prediletta figlia della coppia imperiale. Ma dopo il lieto evento la vita colpì duramente l’Imperatrice. Nel 1886 moriva l’amato cugino Ludwig di Baviera; nel 1888 il padre; nel 1889 l’adorato figlio Rodolfo. Quest’ultima morte è ancora oggi oggetto di dibattiti: il principe venne infatti ritrovato insieme alla sua amante, Maria Vetsera, nel casino di caccia di Mayerling. L’ipotesi più accreditata parlava di suicidio, o al massimo di omicidio-suicidio. In tutti i casi, la perdita dell’unico figlio maschio spezzò qualcosa nell’Imperatrice, che da allora vestì solo in lutto.

Sissi e Franz: una favola mai stata favola

Sappiamo bene quale fu la triste fine di Elisabetta in Baviera, assassinata da un anarchico. La leggenda vuole che Francesco Giuseppe, alla notizia della sua morte abbia esclamato “Nulla mi è stato risparmiato su questa Terra!”. Quest’ennesima tragedia infatti era solo l’ultima di una lunga serie di lutti: a parte la morte di due figli, aveva perso il fratello minore Massimiliano nel 1867 e la madre Sofia nel 1872, e infine il nipote, Francesco Ferdinando, vittima dell’attentato di Sarajevo nel 1914. Ma la morte di Sissi lo perseguitò come un fardello fino alla morte, nel 1922. La favola di Sissi e Franz, in realtà mai stata tale, non aveva avuto un lieto fine.