Siria e Cuba stringono l’alleanza contro gli Stati Uniti

Accomunate da difficili rapporti con Washington, le due Nazioni rafforzano le relazioni bilaterali formando un fronte comune contro gli USA

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Siria e Cuba rinsaldano la loro pluridecennale alleanza in occasione dell’inasprimento delle sanzioni statunitensi. I due Paesi, dunque, si sono promessi di rinsaldare la loro collaborazione e il loro coordinamento soprattutto sul piano internazionale. Intanto, i rispettivi ministri degli Esteri si sono sentiti telefonicamente. Ecco cosa si sono detti.

Siria e Cuba: perché contro gli USA?

Siria e Cuba rinsaldano la loro alleanza come reazione alle sanzioni imposte dal Campidoglio. Almeno, questo è quanto emerso dalla recente telefonata tra i ministri degli Esteri di Damasco e L’Avana. Rivolgendosi al suo omologo cubano Bruno Rodríguez Parrilla, il ministro siriano Faisal al-Miqdad ha dichiarato: “Le cospirazioni, le aggressioni e le misure coercitive contro la Siria e Cuba costituiscono una flagrante violazione del diritto internazionale“. Dello stesso parere è anche il capo della diplomazia cubana secondo cui i complotti statunitensi “sono destinati al fallimento a causa della fermezza e determinazione dei governi e dei popoli dei nostri due paesi“. Al telefono, i rispettivi ministri hanno concordato l’opportunità di implementare la loro cooperazione bilaterale e di espanderla ad altri settori. Oltre ad ampliare il coordinamento nei forum internazionali, specie quelli delle Nazioni Unite. Soprattutto dopo la crisi pandemica e l’inasprimento delle sanzioni imposte dall’Occidente.

Qualche dettaglio in più

Più precisamente Al-Miqdad ha telefonato a Rodríguez nel giorno del 62° anniversario della rivoluzione che ha portato alla Repubblica di Cuba nel 1965. In una nota il capo della diplomazia cubana ha descritto l’evento come motivo di orgoglio per chiunque apprezzi la libertà. Come riporta l’agenzia di stampa siriana ufficiale SANA, infatti, il ministro siriano ha voluto congratularsi per i traguardi raggiunti dal popolo e dal governo del paese levantino. Dal canto suo, Parrilla ha ringraziato le autorità e il popolo siriano per il sostegno dimostrato. E ha riconosciuto l’esigenza di migliorare e rafforzare la cooperazione tra L’Avana e Damasco. A ben vedere i due Paesi avevano stretto i loro legami già nel 1965, a seguito del successo della rivoluzione cubana. In effetti, quella simpatia esiste ancora e costituisce il legame indissolubile tra L’Avana e Damasco rimaste solide alleate contro la politica statunitense.

Siria e Cuba: una vecchia-nuova alleanza?

Ad esempio, Cuba ha sostenuto la Siria nella lotta al terrorismo sul piano internazionale e dalla sua ambasciata di Damasco. In più, ha rispettato gli accordi inviando spedizioni di farmaci durante tutto il conflitto. E tuttora offre borse di studio in medicina per gli studenti siriani. Da parte sua, la Siria ha ricambiato appoggiando il popolo caraibico nel contrastare l’imperialismo e un embargo decennale. In effetti, il 2019 è stato un anno fruttuoso per le diplomazie dei due Paesi con un’intenso scambio di delegazioni ufficiali. Tale attività ha anche portato alla firma di un accordo di scambio artistico e culturale. Negli anni, Damasco e L’Avana si sono sostenute anche sotto il profilo economico. Ora le due Nazioni hanno intenzione di intensificare quegli sforzi, per trasformare gli attuali rapporti in relazioni politiche

I provvedimenti USA contro Cuba

Da diversi anni Cuba ha affrontato l’embargo economico imposto dagli USA, le cui conseguenze sono state aggravate dall’annuncio del Segretario di Stato USA nel maggio scorso. Nell’occasione, il Dipartimento aveva annunciato di aver inserito Cuba nella lista annuale di Paesi che “non cooperano pienamente” con gli Stati Uniti nella lotta al terrorismo. Tale provvedimento che vieta la vendita di armi era stato adottato in ragione della presenza sull’isola di membri della guerriglia colombiana dell’Esercito di liberazione nazionale (ELN). Inoltre, Cuba sarebbe “rifugio di diversi latitanti, la cui estradizione è richiesta con l’accusa di violenza politica” contrariamente a quanto affermano le autorità locali. La stessa misura colpisce anche Venezuela, Iran, Siria e Corea del Nord

I provvedimenti USA contro la Siria

Il 9 novembre 2020 gli USA hanno ritoccato le misure sanzionatorie contro alcuni organismi e personalità siriane. Soprattutto per aver sostenuto il governo di Bashar al-Assad, il presidente responsabile di crimini di guerra. In particolare, si tratta del “quinto pacchetto” dall’entrata in vigore del Caesar Act. Con tali provvedimenti gli USA auspicano che i proventi delle risorse petrolifere cessino di alimentare il conflitto in Siria. Premessa indispensabile per aprire un tavolo delle negoziazioni e addivenire a una soluzione pacifica come da Risoluzione 2254 dell’ONU. In una nota, il segretario al Tesoro Steven Mnuchin ha dichiarato: “Il Dipartimento del Tesoro è determinato a continuare a esercitare pressioni economiche sul regime di Assad e sui suoi sostenitori, vista la repressione da esso perpetrata”. Così, permangono le sanzioni statunitensi in Siria, al suo decimo anno di conflitto. Finora i provvedimenti hanno congelato i beni statali e ostacolato le attività dei privati.


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