Siracusa – È morto “il re degli abissi” Enzo Maiorca

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Più volte recordman di immersione in apnea si è spento questa mattina a Siracusa a 85 anni

È morto all’alba di oggi nella sua casa di Siracusa, Enzo Majorca, aveva 85 anni. Una leggenda del binomio fra l’uomo e il mare. Sanguigno, a volte spigoloso, ha collezionato record di immersioni in apnea: «Il mare è stata la mia seconda casa – confessava- io gli sono grato». La camera ardente è stata allestita a Palazzo Vermexio, a Siracusa.

I record in assetto variabile

Una carriera la sua che, dagli anni ’60 fino ai primi anni ’90 si è spinto sempre più giù raggiungendo, con la tecnica dell’assetto variabile, profondità mai conquistate prima dall’uomo. «Un giorno – rivelò – un amico medico mi ha mostrato un articolo in cui si parlava di un nuovo record di profondità a -41 metri, strappato a Bucher da Falco e Novelli. Era l’estate 1956 e rimasi fortemente suggestionato da quell’impresa così audace». Partì da -45 metri nel 1960, battendo il brasiliano Amerigo Santarelli. Si migliorò per 17 volte, l’ultima nel 1988, quando, dopo essersi ritirato nel 1976, tornò all’apnea e arrivò a toccare uno stupefacente -101 all’età di 57 anni. In assetto costante restano un’impresa nella storia di questa disciplina i -55 metri del 1979. 

La prima immersione, con una maschera antigas

Una passione, quella per il mare, che lo aveva catturato da bambino, anche se confessò che il rispetto sconfinava nella paura. Abitava a Grottasanta: «Nella mia cameretta entrava di prepotenza con il suo profumo salmastro portato dal vento di grecale. E io pensavo: se il mare mi affascina così vedendone solo l’aspetto superficiale, chissà cosa ci sarà sotto». Per immergersi dovette aspettare un giorno dell’agosto del 1943, all’indomani del grande sbarco americano: «Trovai nei campi vicino a casa mia una maschera antigas e pensai di poterla usare come era, ma entrava acqua da tutte le parti. Allora cercai allora di adattarla con l’aiuto di uno che aveva un negozio di biciclette alla Marina, con mastice, fil di ferro e tanta buona volontà. Si trattò di un amore fisico perché mi innamorai della sua bellezza. Da allora l’ho frequentato ogni giorno della mia vita». Ha raccontato la sua vita con il mare in molti libri tra cui A capofitto nel turchino: vita e imprese di un primatista mondiale e Il Mare con la M maiuscola. 

Maiorca si prepara per la sfortunata immersione di Sorrento, nel 1974

Quell’incidente in tv

Il 22 settembre 1974 a Sorrento, Maiorca tentò per la prima volta di stabilire il record mondiale di immersione in apnea alla quota di 90 metri, in diretta tv. Dopo lunghi preparativi, iniziò la discesa lungo il cavo d’acciaio andando a sbattere a nemmeno venti metri di profondità contro Enzo Bottesino, esperto di immersioni e istruttore subacqueo, ex campione del Rischiatutto e inviato della Rai per l’evento. Riemerso infuriato, si lasciò andare a imprecazioni e parolacce, molte delle quali udite chiaramente dal pubblico televisivo Tra queste anche due bestemmie che gli costarono l’interdizione dalla televisione per molti anni.

La rivalità con Mayol

Nella sua carriera Maiorca ha avuto alcuni rivali storici: il brasiliano Amerigo Santarelli (ritiratosi nel 1963), poi Teteke Williams, Robert Croft e Jacques Mayol. La sfida con quest ultimo ha ispirato nel 1988 Le Grand Bleu, di Luc Besson, arrivato in Italia solo nel 2002 a causa l’ostracismo imposto alla pellicola proprio da Enzo Maiorca. Riconosciutosi nel caricaturale personaggio di Enzo Molinari, aveva ritenuto grottesca e lesiva l’immagine offerta da Besson. Dopo la morte nel 2001 di Jacques Mayol e il ritiro di Maiorca i rancori si sono sopiti e il film è potuto uscire anche in Italia. 

Enzo Maiorca ed il suo eterno rivale, il francese Jacques Mayol 

Il dolore più grande

Un grave lutto aveva segnato profondamente la vita di Maiorca: la morte della figlia più giovane, Rossana, deceduta per un tumore al seno nel 2005. Aveva 45 anni ed era malata da quattro. Apneista come la sorella Patrizia, era quella che gli aveva dato forse le soddisfazioni più grandi con una sfilza di record. Gli ultimi: meno 80 metri in assetto variabile (discesa con zavorra e risalita con muta gonfiabile) nel 1988, un primato non ufficializzato ma autentico; meno 58 in assetto costante, cioè con il solo aiuto delle pinne, nel ‘ 92, stagione che segna anche l’ abbandono dell’ attività sportiva. 

Ambientalista e vegetariano

Dopo avere abbandonato la pratica agonistica, Maiorca aveva sposato l’impegno ambientalista, divenuto nel tempo la sua nuova passione, difesa anche da senatore fra il 1994 e il ’96. È stato anche l’ispiratore del cartello di associazioni “Sos Siracusa”, che si batte per la tutela delle zone archeologiche, ma anche del paesaggio, marino e non. Nel 2006 ha ricevuto la medaglia d’oro al merito di Marina per le gesta sportive e la difesa dell’ambiente. Era diventato vegetariano, una scelta che spiegava così: «Mi ero immerso in una secca poco lontana dal capo che protendendosi verso il mare aperto chiude a sud la baia di Siracusa. Quella mattina mi accadde di arpionare una cernia. Una cernia robusta, combattiva. Si scatenò sul fondo una vera e propria lotta titanica fra la cernia che pretendeva di salvare la sua vita e me che pretendevo di togliergliela. Il suo cuore pulsava terrorizzato, impazzito dalla paura. E con quel pulsare di sangue ho capito che stavo uccidendo un essere vivente. Da allora il mio fucile subacqueo giace come un relitto, un reperto archeologico impolverato nella cantina di casa mia. Era il 1967».

I funerali

La camera ardente è stata allestita nel salone «Paolo Borsellino» al secondo piano di palazzo Vermexio, sede del Comune di Siracusa. La salma sarà trasferita nel primo pomeriggio di oggi nel palazzo municipale di piazza Duomo. La camera ardente sarà aperta fino a tutta la giornata di domani. I funerali in forma solenne saranno celebrati martedì in Cattedrale.

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