Simonetta Matone candidata a vicesindaco di Roma

Il magistrato celebre per essere ospite fisso del salotto di Bruno Vespa potrebbe diventare il nuovo vicesindaco di Roma.

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Simonetta Matone

Simonetta Matone, magistrato celebre per essere ospite fissa della trasmissione Porta a Porta, e adesso candidata a vicesindaco di Roma. Da tempo si pensava ad una sua candidatura, ma adesso è ufficiale: il candidato sindaco del centrodestra sarà l’avvocato e professore Enrico Michetti, mentre il magistrato Matone sarà il candidato vicesindaco.

Chi è Simonetta Matone?

Magistrato specializzato in cronaca nera, Simonetta Matone è conosciuta soprattutto per essere ospite fissa del salotto di Bruno Vespa. Tra i suoi numerosi campi di competenza, femminicidio, stalking e violenza domestica, ma anche pedofilia, molestie sessuali, revenge porn, bullismo, adozioni difficili e affidi controversi.

Dal 2018, Simonetta Matone ricopre il ruolo di Sostituto Procuratore Generale presso la Corte d’Appello a Roma. La sua carriera è cominciata nel 1979, come direttore del carcere Le Murate di Firenze, per poi proseguire come giudice presso il Tribunale di Lecco e poi come magistrato di sorveglianza a Roma. Nei suoi anni come direttore carcerario, si guadagnò l’affetto e la stima dei detenuti.

Simonetta Matone, giudice dei minori

Nel corso della sua carriera, Simonetta Matone ha preso parte a processi molto importanti, come quello sulla riduzione in schiavitù di minori rom o quello a carico di un gruppo di naziskin, accusati di aver aggredito diversi extracomunitari. Ma il ruolo che ancora oggi le è più caro è quello di giudice presso il Tribunale per i minori di Rima, che ha ricoperto dal 1991 al 2008. Ha anche vinto diversi premi, tra cui il Premio Minerva per la Giustizia, nel 2002, e il premio Donna dell’anno della Regione Lazio, nel 2005.

L’impegno politico

L’impegno politico comincia già nel 1987, quando il ministro della Giustizia Giuliano Vassalli la nomina a capo della sua segreteria. Nel 1992, la Matone fonda, insieme ad altre colleghe, l’ADMI (Associazione Donne Magistrato Italiane). In seguito, ricoprirà diversi ruoli: capo gabinetto del Ministero delle Pari Opportunità nel 2008, vice capo vicario del Dap con il ministro Paola Severino e capo del dipartimento degli Affari di giustizia con il ministro Annamaria Cancellieri.

Inoltre, nel 2009 è stata nominata Focal Point italiano presso il Consiglio d’Europa per i minori.

Le polemiche

A causa di alcune sue dichiarazioni, Simonetta Matone si è talvolta ritrovata nel mirino della polemica. La prima volta, a causa di alcune riflessioni nate durante il suo periodo come giudice minorile. “I ragazzi di cui mi occupavo avevano un tratto che li accomunava: l’assenza del padre”. Dichiarò. “Non esiste più la figura del padre: il maschio italico ha perso, in seguito alla rivoluzione femminista, la sua autorità, e questo era ed è giusto. Ma insieme ha perso anche un bene prezioso: la sua autorevolezza. E ha reagito in due maniere, opporte e devastanti entrambe: assenza o violenza”.

Di recente, invece, alcune associazioni LGBT l’hanno accusata di omofobia, a causa di alcune sue opinioni contrarie al matrimonio tra persone dello stesso e all’adozione da parte di coppie omosessuali.

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