Silvia Romano costretta al matrimonio in Somalia?

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Silvia Romano costretta al matrimonio in Somalia

La cooperante italiana Silvia Romano sarebbe stata costretta ad un matrimonio islamico in Somalia.

È trascorso poco meno di un anno da quando Silvia Romano, ventitreenne italiana, è stata rapita dal villaggio di Chakama, in Kenia, dove si trovava in qualità di volontaria presso l’associazione Africa Miele Onlus.

Da allora, sono state numerose le supposizioni riguardo all’accaduto: si è pensato dapprima ad un rapimento da parte del gruppo islamista Al Shabaab; poi ad un atto criminale da parte di banditi locali; infine ad un rapimento su commissione, di matrice islamica.

Numerosi sono stati anche gli arresti di persone probabilmente coinvolte nella vicenda, che però non hanno portato al ritrovamento della ragazza.

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Il matrimonio forzato

Già nei mesi scorsi era stato dato praticamente per certo che Silvia Romano, in seguito al rapimento, fosse stata portata in territorio Somalo, e lì fosse tenuta prigioniera, ma viva.

Secondo le ultime, angoscianti notizie, rese note da fonti vicine ai Servizi Segreti Italiani, proprio in Somalia Silvia sarebbe stata costretta ad un matrimonio islamico, probabilmente con un uomo appartenente alla stessa Al Shabaab. La ragazza sarebbe stata obbligata a convertirsi all’Islam, ed avrebbe subito (stando a quanto si legge su Il Giornale) “Un’operazione di lavaggio del cervello, una manovra di accerchiamento psicologico che punta a recidere i legami con la sua Patria d’origine”.

La paura più grande, adesso, è che l’organizzazione che tiene in ostaggio Silvia Romano la consideri ormai parte (o, per meglio dire, proprietà) della comunità, e non sia più interessata a trattative con il governo italiano, né al pagamento di un riscatto.

Il rapimento

Il sequestro di Silvia Romano è avvenuto il 20 novembre 2018 presso un centro commerciale. Qui 8 uomini armati hanno fatto irruzione, probabilmente proprio con l’intento di prelevare la cooperante italiana. Secondo le testimonianze, Silvia sarebbe stata portata via a bordo di una moto. Al momento del rapimento, non aveva con sé denaro né un telefono.

Abitanti di Chakama davanti alla casa dove viveva Silvia Romano. (EPA/STR)

La commovente lettera del padre

Lo scorso 14 settembre, in occasione del ventiquattresimo compleanno di Silvia, il padre della ragazza le ha dedicato una commovente lettera, pubblicata su Facebook.

<< È il secondo compleanno che vivi laggiù in Africa.>> Scrive l’uomo. <<Posso regalarti dolci pensieri, trasmetterti forza ed energia dal profondo di un cuore che soffre, ma che non ha mai smesso di credere che tornerai tra le nostre braccia.>>

La famiglia di Silvia, dunque, non ha mai smesso di sperare. E tutti noi ci uniamo alle loro preghiere, fiduciosi nel fatto che il coraggio di questa giovane combattente possa continuare ad accompagnarla, finché non sarà giunto il momento di tornare finalmente a casa.

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