Sigrid: Sucker Punch – Recensione Album

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Sigrid è una pop star senza farlo pesare a nessuno, in quanto è rimasta la ragazza acqua e sapone e con i piedi ben saldi a terra. Le sue canzoni svettano quando presta attenzione ai dettagli apparentemente banali della vita; invece di cercare nuove grandiose idee nel suo modo di scrivere, suona come se stesse semplicemente suggerendo nuovi modi di vedere le sfide che bisogna affrontare quotidianamente, impartendo saggezza e spavalderia attraverso canzoni pop.

Il suo album di debutto, Sucker Punch , inizia come suggerisce il suo titolo: la canzone di apertura è una melodia power-pop a eliminazione diretta, con un coro enorme che potrebbe somigliere ad una canzone di Lorde. È una forte introduzione alla capacità di Sigrid di rispettare le nostre interazioni più regolari: “incontrami nel corridoio / per una tazza di caffè vicino alle scale”, canta nel primo verso, un inizio tranquillo che esplode durante l’incisivo.

La prima metà dell’album è composta da canzoni pop che fanno di Sucker Punch un album di debutto molto forte. In “Basic” si scopre che Sigrid implorava un senso di normalità in una relazione che è diventata troppo confusa. Don’t Feel Like Crying è una melodia su come diventare il salvatore in un rapporto d’amore “Mi asciugo gli occhi perché non ho voglia di piangere”.

L’album inizia a perdere i colpi dopo la metà; ci sono un paio di canzoni che non lasciano il segno. Ma la saggezza e la chiarezza di Sigrid riescono ancora a sorprendere in “Business Dinners“, uno dei momenti più belli dell’album che arriva in ritardo.

In conclusione “Sucker Punch” è un album coraggioso e diretto, un album che ha gettato a Sigrid le basi per una lunga carriera. Voto 3/5

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