Sierra Leone: cade il divieto di frequenza scolastica per donne incinte

Il tribunale di primo grado della Comunità economica degli stati dell'Africa occidentale (Cedeao), con sede in Nigeria, ha abolito il divieto per le donne in attesa di poter frequentare la scuola e avere accesso agli esami.

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Il governo del presidente Julius Maada Bio ha abolito un decreto del 2010 che impediva alle ragazze incinte di prendere parte alle lezioni e agli esami. Divieto imposto dal governo di Freetown ed entrato in vigore nell’aprile 2015. A seguito di un’impennata delle gravidanze adolescenziali, in piena crisi del virus Ebola.

La decisione, adottata il 30 marzo dal Ministro dell’Istruzione della Sierra Leone, è importantissima. A contribuire al radicale cambio di rotta, la sentenza dalla Corte di giustizia della Comunità economica degli stati dell’Africa occidentale. Sentenza, pronunciata il 12 dicembre, che ha ridato speranza a migliaia di ragazze della Sierra Leone.

La Corte ha accolto un ricorso presentato il 17 maggio 2017 da Equality Now e Wawes, ai quali si è aggiunto successivamente anche Amnesty.

Giudicando discriminatorio il provvedimento che impediva alle ragazze incinte di frequentare le lezioni e di presentarsi agli esami.

Lo scorso dicembre, la Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (Ecowas) aveva stabilito che il divieto violava i diritti umani.

Il governo rende, così, esecutiva la decisione presa dall’Ecowas.

La misura discriminatoria era stata introdotta nel 2015, quando un’epidemia di ebola aveva portato alla chiusura delle scuole e all’aumento delle gravidanze adolescenziali

Nell’aprile 2015 il Ministero dell’Istruzione, della Scienza e della Tecnologia ha rilasciato una dichiarazione che di fatto vietava alle ragazze incinte di frequentare le strutture scolastiche.

Divieto adottato “per non influenzare negativamente le altre alunne“. L’applicazione è stata immediata ed è stata effettuata attraverso ricerche ed esame fisico delle ragazze.

Un paese in cui l’educazione sessuale non è mai stata tra le priorità delle istituzioni. Registrando un alto tasso di maternità infantile. La misura è subito suonata come una condanna, figlia del pregiudizio e della disapprovazione sociale.

Solo due mesi fa il ministero dell’Istruzione della Sierra Leone aveva emanato una circolare in cui si ribadiva che le ragazze incinte “non sono in grado di imparare“. Non solo, “possono influenzare negativamente le compagne di classe a svolgere attività sessuali e a rimanere a loro volta incinte“.

Al posto del divieto due nuove politiche

La sentenza della Corte apre nuovi orizzonti. Al posto di quel brutale divieto saranno adottate due nuove politiche. Politiche incentrate sulla “inclusione radicale” e sulla “salute complessiva” nel sistema scolastico.

Iniziando, magari, ad impartire lezioni di educazione sessuale nelle scuole e a prendere misure efficaci per sradicare la violenza contro donne e ragazze.

Non è ancora chiaro quale sarà nel tempo l’attuazione dell’annullamento del divieto di frequenza scolastica per ragazze madri. Soprattutto alla luce di un’eventuale chiusura delle scuole nel Paese, qualora la pandemia in corso di coronavirus lo renda necessario.

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