Sicilia sotto assedio: tornado, grandine e piogge

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Sicilia sotto assedio

Sicilia è sotto assedio per TORNADO, Grandine gigante, piogge MONSONICHE. Invaderà l’Italia. Glasgow COP26 è stato un fiasco totale. La soluzione è costruire barricate, fare prevenzione per il meteo estremo che accompagna i cambiamenti del clima.

Mentre la conferenza sul clima di Glasgow organizzata dalle Nazioni Unite si è conclusa appena il 13 novembre, le condizioni meteo climatiche nel nostro pianeta sono impazzite. Noi abbiamo a malapena notizia degli avvenimenti qui in Italia, in quanto ormai i mass-media parlano nuovamente diffusamente di pandemia, occupando tutti gli spazi di cronaca, o quasi. Ancor peggio, a volte pubblicando notizie molto spesso deliranti.

Le condizioni meteo hanno visto nubifragi in varie regioni del Sud Italia, soprattutto in Sardegna, mentre la regione che fa praticamente paura è la Sicilia, dove nelle ultime 24 ore si scatenata una tempesta di fulmini con trombe d’aria, trombe marine, grandinate che stavolta hanno chicchi giganteschi, grandinate abbondantissime che imbiancano il paesaggio, e poi tanta pioggia, tantissima, con quantitativi che possiamo trovare nelle località soggette ai monsoni. In questi due mesi sta accadendo tanta pioggia quanta ne dovrebbe cadere in un anno.

E tutto questo causato solo ed esclusivamente dal contrasto termico delle calde acque del Mar Mediterraneo con l’aria più fredda che solo appena discende da nord, ma ancor più forse come reazione al calo della radiazione solare. E l’instabilità atmosferica incalza, generando famiglie di piccoli cicloni mediterranei, alcuni di questi hanno assunto caratteristiche simil tropicali. Quasi dei piccoli uragani dei tropici, ma non devastanti come quelli che si verificano da loro, quantomeno per ora.

E in futuro sarà sempre peggio, con fenomeni meteo estremi che si estenderanno sempre più verso nord, l’Italia quasi intera, e poi ancora tanto altro. Appena due anni fa si parlava diffusamente di un uragano che aveva interessato quasi tutta Italia, il suo nome era Vaia. Vi abbiamo parlato dell’influenza che hanno le regioni del Polo Nord che con il loro surriscaldamento aumentano l’intensità delle ondate di gelo estremo. Questo, laddove si verifica, giunge improvviso ed eccezionale, ciò nonostante, il riscaldamento globale. Ed è proprio questo evento ha innescarle.

E l’Italia ora aspetta, mentre l’autunno sta sparendo con anomalie meteo senza precedenti, le condizioni meteo invernali. E di questo ne stiamo parlando diffusamente questi giorni. Non per illudere chi aspetta la neve nel proprio orticello, ma quelle che stiamo scrivendo si basa sulla scienza, sui modelli matematici, su quanto scrivono importanti climatologi, perché c’è veramente il rischio che l’inverno giunga di botto, di improvviso, cagionando danni perché verrà tutto assieme, e ancora una volta accompagnato da eventi meteo estremi. E su questo non siamo pronti. 

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Ma c’è anche un altro rischio, che parte dell’inverno vedrà temperature molto superiori alla media, sia siccitoso, che le precipitazioni nevose sulle Alpi siano quasi assenti.  Nessuno può escluderlo, i cambiamenti climatici stanno innescando incertezza. Un climatologo intervistato dal Corriere della Sera disse: quest’anno abbiamo potuto riparare New Orleans da un uragano devastante, un evento meteo analogo a quello che si ebbe circa 15 anni fa quando si ebbero tante vittime e danni ingentissimi. Siamo in grado di difenderci dei cambiamenti climatici molto più probabilmente che ridurre i gas serra.

Quindi dobbiamo costruire delle barricate, ovvero fare prevenzione. Sono necessari dei Super Mose per Venezia, un sistema di Protezione Civile più vicino al cittadino, con l’invio di messaggi di allerta in tutti gli smartphone. Tecnologia disponibile in molti paesi all’estero ben più spiantati del nostro. E tutto questo succede con un aumento effimero della temperatura rispetto a quello che avremo nel futuro, a quello che grandi della Terra hanno deciso ammissibile.

Pensate che la temperatura rispetto al periodo di riferimento è salita di circa 0,5 °C a livello globale. I grandi della Terra, impotenti di fronte all’incoscienza di taluni, propongono di non andare oltre i circa 2 °C, valore apocalittico perché sarebbe un incremento galoppante dei valori termici, a cui si assocerebbero una marea di fattori che potrebbero produrre altri gas serra, quelli non antropici, ma naturali. Primo fra tutti sotto il permafrost che si trova nelle zone polari e artiche, su ampie aree, ci sono dei gas che con la sua fusione verrebbero rilasciati in atmosfera e che andrebbero ad aumentare l’effetto serra.

L’effetto serra è un qualcosa che ci già nel nostro Pianeta, ma ha un suo equilibrio, ed è quello che ha mantenuto la temperatura sui livelli quasi stabili, con lievi oscillazioni negli ultimi migliaia di anni, garantendo la sopravvivenza di specie umane e animali, oltre che la pratica dell’agricoltura. Le variazioni termiche sono venute in tempi lunghi, e solo durante le grandi Era Glaciali si ebbero repentine variazioni della temperatura. Ma allora l’uomo non c’era. La vegetazione sulla Terra era molto diversa rispetto ad oggi, non c’era l’agricoltura, non c’erano i miliardi di umani che ci sono oggi.

L’assenza di responsabilità di alcuni Paesi del nostro Pianeta a ridurre le emissioni di gas serra, andranno a generare effetti sul clima indicibili. Eppure, proprio quei paesi in questi giorni stanno vivendo situazioni estreme. In molte città indiane le persone sono costrette a mantenere la mascherina in casa a causa dello smog. Mosca qualche settimana fa ha dovuto chiudere gli aeroporti per lo smog che si era frammisto alla nebbia, riducendo la visibilità a zero. Non abbiamo molte notizie della Cina, dove parlare troppo volte costa la vita. E da loro gli eventi meteo estremi sono apocalittici fin d’ora.

Fonte: Meteo Giornale