Sicilia, rivolta di migranti contro le forze dell’ordine

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Nuova rivolta di migranti in Sicilia, questa volta in un centro d’accoglienza di Agrigento. Circa 65 profughi, per lo più tunisini, hanno dato fuoco ai materassi, cercando di lanciarli contro le forze dell’ordine, provocando un incendio. Contro i poliziotti sono volati anche estintori, reti di letti, parti di finestre mandate in frantumi, pietre e altri oggetti a disposizione. Nello scontro sono rimasti feriti tre poliziotti del reparto mobile di Palermo, che avevano cercato di sedare la rivolta.

Il movente della rivolta

Pare che alcuni migranti avessero finito la quarantena obbligatoria e chiesto, nella giornata di martedì 6 ottobre, di essere spostati presso altre strutture. Questo stando alle prime ricostruzioni il movente della vicenda scoppiata nel centro di accoglienza di viale Cannatello al Villaggio Mosè.

Mazzetti del sindacato della Polizia: “Queste vicende si verificano con frequenza allarmante”

Queste vicende si verificano con una frequenza allarmante“, racconta Valter Mazzetti, segretario generale della Federazione sindacale della polizia di Stato. “Sono oramai vissute come fossero normali, e questo è inaccettabile. La situazione attuale dovrebbe costringere a rivedere completamente i sistemi di sorveglianza in queste strutture, che sono bombe ad orologeria. Sia sul piano anzitutto sanitario, considerata l’emergenza coronavirus, ma anche sul piano sociale e dell’ordine della sicurezza pubblica. Quello che più ci indigna e l’apparente assoluta indifferenza per le condizioni di lavoro in cui operano le forze dell’ordine in questo settore“.

Meloni: “Il paradosso del governo”

“Il paradosso di un Governo che da una parte annuncia di voler limitare le libertà degli italiani, mentre dall’altra spalanca i porti a tutti e tollera questo e altro da chiunque arrivi nella nostra Nazione”.

Salvini: “Per il governo è tutto sotto controllo”

Per il governo è tutto sotto controllo e si aboliscono i decreti sicurezza”, questo il commento a caldo del leader della Lega Matteo Salvini, che con un post sulla pagina Facebook riproduce il video dei rivoltosi.

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