Siberia in fiamme: emergenza incendi a Jacuzia non si respira

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Siberia in fiamme

La Siberia è in fiamme: dopo una primavera eccezionalmente calda, le ultime settimane sono state segnate dall’esplosione di centinaia di incendi nel nord-est della Russia.

La regione più colpita è la Jacuzia, in Siberia in fiamme, nota per essere tra i posti più freddi del mondo, e i numeri dell’emergenza sono già impressionanti. Finora in Siberia sono andati in fumo oltre 1,5 milioni di ettari di vegetazione, un’area grande all’incirca come la Calabria.

Una tragedia che sta ormai diventando la norma per la regione, che anche negli ultimi due anni ha dovuto far fronte a incendi record. Nell’estate 2020 i roghi che hanno colpito la Jacuzia hanno rilasciato nell’atmosfera una quantità di anidride carbonica pari a quella generata dall’utilizzo di carburanti fossili dell’intero 2018 in Messico. La stagione 2021, ora, si profila perfino peggiore.

La gravità della situazione è ormai innegabile, tanto che perfino il presidente Putin sta facendo (tardivi) passi indietro sul suo tristemente celebre negazionismo climatico. Dopo aver ripetuto per anni che la crisi climatica non fosse di origine antropica, e aver perfino suggerito che la fusione dei ghiacci dell’Artico potesse favorire l’economia della Russia, di recente ha ammesso che chi ritiene che il cambiamento climatico sia legato all’attività umana lo fa «non senza ragione», e ha affermato che «dobbiamo ridurre al minimo l’impatto che abbiamo».

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A fare paura è anche la qualità dell’aria: secondo The Siberian Times molte persone hanno affermato di avere difficoltà a respirare e si sono lamentate di dolori alla testa e alla gola. L’ex sindaca di Yakustsk, la città più grande della regione, ha condiviso un video impressionante che mostra alcune persone intente a camminare davanti alle auto per aiutare i conducenti a guidare nello smog, così denso da rendere estremamente difficile vedere cosa si ha di fronte.

Il rischio di soffocare è altissimo, e le autorità locali hanno detto ai 320 mila residenti della zona di rimanere in casa. I livelli di particolato atmosferico sono eccezionalmente elevati, e si teme che nell’aria ci siano anche alte concentrazioni di sostanze chimiche come ozono, benzene e acido cianidrico: probabilmente siamo di fronte a uno dei peggiori eventi di inquinamento atmosferico mai registrati al mondo.


I dati che arrivano dai satelliti delineano una situazione allarmante: negli ultimi giorni i livelli di PM2.5, particelle molto pericolose per la salute che possono entrare nel flusso sanguigno e danneggiare gli organi umani, hanno superato i mille microgrammi per metro cubo, oltre 40 volte la soglia limite raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Fonte: The Siberian Times