31 ottobre 1892 nasce il personaggio di Sherlock Holmes

"Sono un cervello, Watson. Il resto di me è una semplice appendice." Sherlock Holmes

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Il 31 ottobre 1892: esce il volume di racconti “Le avventure di Sherlock Holmes”

Copertina dell’edizione del 1892

In questo giorno 127 anni fa, Arthur Conan Doyle pubblica “Le avventure di Sherlock Holmes”, una serie di dodici racconti con protagonista il geniale detective. In realtà il personaggio esordisce nel 1887, con il primo racconto intitolato “Uno studio in rosso”, cui ha fatto seguito, tre anni dopo, “Il segno dei quattro”.

Il successo riscosso dal perspicace investigatore, sempre accompagnato dall’amico e collega dottor Watson, spingono lo scrittore scozzese a ideare nuovi casi polizieschi che Holmes risolve immancabilmente con la sua inconfondibile tecnica deduttiva.

Arthur Conan Doyle

Sir Arthur Conan Doyle

Arthur Conan Doyle, è lo scrittore che insieme ad Edgar Allan Poe fonda il genere letterario del giallo deduttivo. E’ questo uno di quei casi in cui il personaggio diventa, con il tempo, più noto dello stesso autore. Il più grande personaggio di Arthur Conan Doyle, Sherlock Holmes, vede per la prima volta la luce nell’ annuale “Natale di Beeton” del 1887, ma solo cinque anni dopo, George Newnes pubblicherà le famose “Avventure di Sherlock Homes”.

La nascita del personaggio

Jeremy Brett interpreta Sherlock Holmes

Conan Doyle non ha mai nascosto il fatto che l’ispirazione per il grande detective provenisse da uno dei suoi colleghi medici di Edimburgo, il dottor Joseph Bell, acuto osservatore di dettagli inerenti ai suoi pazienti. Il dottor Bell ebbe il merito di aver aiutato la polizia in diversi casi in Scozia, elemento che lo avvicina indiscutibilmente al detective di Doyle.

Il successo atteso

Ovviamente Holmes fu un successo travolgente, infatti Conan Doyle rinunciò alla sua pratica medica a Londra prima della pubblicazione, tale era la domanda di racconti di Holmes da parte delle riviste.

La morte di Holmes

Arrivò a detestare Holmes, uccidendolo nel racconto ”L’ultima avventura”, per poi riportarlo in vita dopo un periodo di pausa, dopo questo stacco per disintossicarsi dal suo personaggio, ricominciò a tollerarlo, tanto da ripresentarlo nell’ultima storia scritta nel 1927, 40 anni dopo la prima.

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