Shell: obiettivo carbon neutrality entro il 2050

Shell aveva già svelato le linee principali delle sue ambizioni energetiche, senza però convincere le Ong della serietà dell'obiettivo

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Shell

Il colosso del settore petrolifero ha svelato alcune nuove misure per raggiungere la neutralità del carbonio entro il 2050. Per centrare questo obiettivo, l’azienda è intenzionata a volgere lo sguardo verso altre tipologie di energia. Secondo il comunicato stampa rilasciato questo giovedì, Shell prevede di raddoppiare le vendite di elettricità nei prossimi dieci anni o di migliorare la propria presenza nel settore dell’idrogeno. 

La produzione di gas continuerà ad aumentare?

Shell specifica che il picco della sua produzione di petrolio è stato raggiunto nel 2019, vale a dire prima che la pandemia arrivasse a dare un duro colpo al mercato petrolifero. L’amministratore delegato Ben van Beurden, tuttavia, ha ammesso in una conferenza stampa online: “è giusto dire che la produzione di petrolio e gas rimarrà stabile ancora per un po’”. Ma allo stesso tempo rassicura. Le emissioni di carbonio hanno raggiunto il loro punto più alto e quindi in futuro diminuiranno in modo significativo.


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I dati

Nel piano comunicato, è stato specificato punto per punto come sì intente ridurre l’intensità netta di carbonio del 100% nel 2050: con livelli da 6 a 8% entro il 2023, del 20% entro il 2030 e del 45% entro il 2035.

Ambientalisti poco convinti

Nonostante tutto, gli attivisti assicurano che gli sforzi non sono sufficienti. “Shell continuerà a investire più dell’80% in petrolio e gas negli anni a venire“, denuncia Friends of the Earth Netherlands. Senza un impegno a ridurre le emissioni in termini assoluti e attraverso tagli reali alla produzione di petrolio, questa nuova strategia non può funzionare né essere presa sul serio”, afferma Mel Evans, dell’ONG Greenpeace.

Shell è l’idea del CCS

CCS è un acronimo in lingua inglese (Carbon Capture and Storage). In italiano viene tradotto grezzamente con “cattura e sequestro del carbonio”. E’ visto come un processo fondamentale per poter conseguire l’obiettivo preposto con l’accordo di Parigi. Ma il costo elevato ha finora impedito il suo utilizzo su scala commerciale.


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