Sheikh Ikrimah Sabri: “no sepoltura musulmana a chi vende case ad Ebrei”

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Lo sceicco Sabri

Lo sceicco Sabri, predicatore della moschea al-Asqa ed ex Gran Mufti di Gerusalemme, giovedì ha annunciato che qualsiasi musulmano venderà case o terreni a persone ebree, non riceverà la sepoltura in un cimitero musulmano.

Una presa di posizione quella dello sceicco Sabri?

Pare proprio di si, dal momento che, la nuova fatwa, ovvero un decreto religioso islamico è arrivato a seguito del trasferimento di 15 famiglie ebree in 15 appartamenti nei quartieri si Silwan, collocati a Gerusalemme est, giovedì mattina. Il villaggio, costruito sul pendio discendente dal Monte degli Ulivi, comprende anche il sito archeologico della città di David. Questo era precedentemente abitato dagli ebrei yemeniti. Gli appartamenti sarebbero acquistati da Ateret Cohanim, un’organizzazione che ha lavorato a lungo e duramente al fine di espandere la presenza ebraica a Gerusalemme est. Presenza che pare non gradita allo sceicco Sabri. Egliè arrivato a decretare che chiunque offrisse la vendita di una casa o di un terreno alla gente ebrea, avrebbe per sempre rinunciato al diritto di sepoltura in un cimitero musulmano. Il Wadi Hilweh Information, ha asserito che i coloni scortati dai poliziotti abbiano preso tre edifici nel centro di Silwan.



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I musulmani non devono essere coinvolti in affari degli ebrei

L’attuale Gran Mufti di Gerusalemme, lo sceicco Mohammed Hussein, nel 2018 ha emesso un editto. Nello stesso si avvertiva che chiunque vendesse una proprietà oppure facilitato il trasferimento da qualsiasi parti di Gerusalemme o della terra Palestina, sarebbe stato considerato un eretico e traditore dallo stesso popolo. La fatwa afferma inoltre che un musulmano, dovrebbe stare alla larga da chi fa affari in transizioni immobiliari con degli ebrei. Nello specifico non dovrebbero sposarsi con questi né avere nulla a che fare. Inoltre giovedì, pare che tre famiglie abbian rinnegato i loro figli. Pare per un presunto coinvolgimento da parte degli stessi nell vendita di tre edifici ad Ateret Cohanim.

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