Sharon subisce rapina a mano armata alla ricevitoria Strike, Sabaudia

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Strike rapina a mano armata ai danni di Sharon Romano
Strike rapina a mano armata ai danni di Sharon Romano

Ieri, 22 novembre 2017 a Sabaudia una giovane donna di trent’anni, Sharon Romano, subisce una rapina a mano armata dentro il suo negozio: Strike, una ricevitoria collocata a fianco del Palazzo Mazzoni e quasi di fronte alla stazione dei carabinieri della città dunesca.

Sharon Romano mi ha rilasciato l’intervista oggi 23 novembre alle ore 10:30 per spiegare con esattezza l’accaduto.

Mi ha confidato di credere di aver riconosciuto il malvivente sia da come camminava sia da alcuni vestiti che indossava, si dice sicura poiché è un cliente abituale del gratta e vinci e ne ha riconosciuto le caratteristiche; inoltre lo ha riconosciuto da un dito della mano destra:

“Gianluca ho riconosciuto quel dito perché mostra una fasciatura già da diverso tempo”.

Lei trema mentre mi racconta i fatti, ma non è confusa. Ha indicato con precisione questi fatti agli inquirente di Sabaudia, che le hanno spiegato che non sono prove ma indizi.

Chiedo a Sharon se il rapinatore le abbia detto qualcosa. “No, mi ha soltanto indicato di stare zitta ponendo il dito sulla bocca”.

Gli inquirenti hanno chiesto il filmato di videosorveglianza agli impiegati di palazzo Mazzoni già ieri sera verso le 19:07 minuti, poco dopo il consumo del delitto.

Gli impiegati di Palazzo Mazzoni hanno subito messo a disposizione il registrato dalle ore 18:30 circa alle ore 19:30 circa. Gli inquirenti successivamente hanno trovato il probabile malvivente: un uomo di nazionalità indiana. Ma non trovandogli addosso la refurtiva, forse passata ad un/una complice, hanno provveduto a rilasciarlo.

Sharon mentre mi parla continua a tremare, è ancora scossa, ma ha fatto una scelta giusta e coraggiosa, quella di tornare subito a lavorare. La scena che più la terrorizzata è quella di quando il malvivente ha estratto la pistola: volto coperto con una sciarpa nera, silenzio assoluto e velocità nel sottrarle l’incasso della giornata. 

“Gianluca sono stati momenti in cui ho fatto solo quello che mi ha chiesto, senza pensare a niente altro. Quello è stato un momento terribile”.

Se Sharon non avesse stipulato un’assicurazione apposita avrebbe dovuto addirittura pagare lei stessa per l’incasso prelevato con la forza.

Quello che ha provato Sharon in qui momenti è comprensibile soltanto a chi come lei ha rischiato, almeno una volta, di perdere la propria vita a causa di una rapina.

Per fortuna la nostra amica Sharon Romano non ha giocato a fare l’eroe e ha consegnato l’incasso al malvivente.

Intanto che parliamo arriva una sua amica, Francesca, che con un gesto meraviglioso tipico fra donne le regala un mazzo di fiori per farle tornare il sorriso e un abbraccio per farla sentire viva. Ed ha funzionato. Sappiamo bene che questo tipo di esperienze ci fanno sentire morti dentro.

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