Marco Kron è un cantautore che forse non vi suggerirà nulla, eppure è uno che di strada ne ha macinata parecchia. Classe 1983, il musicista milanese si appassiona alla musica fin da bambino, in particolar modo è la composizione ad attrarre la sua curiosità. Fin dagli anni 2000 si lega a diverse band con cui si dedica ad un’intensa attività live in tutta Italia, ma non solo. Marco Kron firma anche diverse musiche per cortometraggi e spot pubblicitari.

Sfere” è il suo primo EP e riflette pienamente la sua mente brillante e la sfaccettatura del suo lavoro. Il risultato è un disco delicato, dalle note elettroniche e POP ma con un’anima cantautoriale fresca e giovane.

Sfere apre le danze e ha un ritmo orecchiabile, semplice e con un buon testo. Non sorprende che Marco Kron abbia deciso di chiamare così il suo EP. L’Ateo Innamorato è invece più introspettivo, con una musica elettronica che ricorda quasi i migliori Bluvertigo, e che ti entra in testa con estrema facilità. Prosegue poi con Flashmob, Senzanome e La Dirimpettaia, tre canzoni che mantengono le caratteristiche dell’EP e sono coerenti con lo stile del cantante. Chiude Agrodolce, la canzone più bella secondo il mio parere, che parte in maniera dolce e delicata, con un testo poetico e un ritmo quasi sognante. Agrodolce è la ciliegina sulla torta di un EP che sorprende in un’epoca dove i cantautori sono decimati e vuoti a perdere. I testi di Marco Kron indagano sulla parte più nascosta di sé e non vogliono accontentare un pubblico superficiale, segno di una musica concreta, struggente e reale. Una musica che non deve morire nel nome della commercializzazione ma che deve essere coltivata, vissuta e condivisa. Marco Kron propone un EP sincero proprio come sincero è il suo rapporto con l’esperienza musicale in generale. Da produttore, musicista, scrittore, cantante e ascoltatore, tutto diventa puro e chi ascolta Sfere se ne rende conto in ogni singolo pezzo perché la musica non viene limitata, rinchiusa e derisa ma si libera in maniera molto naturale e senza forzature. Speriamo che questo esordio sia solo l’inizio di un’attenzione più vasta del mercato musicale e che il pubblico e la critica apprezzino questo e altri lavori futuri.

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