Sezione 230: la legge che ha rovinato internet

I servizi online come Facebook e Twitter possono trasmettere quasi tutto, quasi senza responsabilità legali grazie a una legge nota come Sezione 230

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Sezione 230

In America, nelle ultime settimane, la legge nota come Sezione 230 è stata al centro della discussione politica. Il presidente Trump ha chiesto la sua abolizione. L’idea di Trump potrebbe essere giusta, tuttavia non per i motivi elencati dal Presidente.

Sezione 230: cos’è questa legge?

Nelle ultime settimane in America si è parlato molto della legge nota come Sezione 230. Tale legge regola la responsabilità dei contenuti su internet e afferma: “Nessun fornitore e nessun utilizzatore di servizi Internet può essere considerato responsabile, come editore o autore, di una qualsiasi informazione fornita da terzi”. Su questa regola, molti concordano che si è costruita la fortuna dei social network e si è data forma a Internet, nel bene e nel male. Ed è proprio questa regola che Trump ha deciso di abolire dopo un duro scontro con le piattaforme, colpevoli a suo dire di avere un innato pregiudizio verso i politici di destra.

Il presidente Trump ha posto il veto ad una legge del Congresso sulla difesa perché non conteneva l’abrogazione della Sezione 230. Trump incolpa la legge di aver permesso a Twitter di mettere etichette di avvertimento nei suoi tweet. Ma è davvero questo il problema della legge?

Perché la legge dovrebbe essere cambiata?

Sulla rivista The Atlantic, l’opinionista Steve Randy Waldman ha provato a spiegare perché la legge dovrebbe essere cambiata, e il motivo non sembra essere esattamente ciò che sostiene Trump. Waldman afferma che la Sezione 230 consente ai siti di grandi dimensioni di beneficiare degli effetti di rete scaricando la responsabilità sugli utenti e sulla società in generale. Questo è un cattivo affare. Il Congresso dovrebbe rivedere la Sezione 230, ma non per le ragioni identificate dal Presidente e dai suoi sostenitori.

Waldman prosegue dicendo che quando la legge è stata promulgata nel 1996, la possibilità che potessero emergere monopoli su Internet sembrava ridicola. Ma i fatti sono cambiati, e ora anche le nostre menti. La sezione 230 della legge stabiliva che i fornitori di forum su Internet non sarebbero stati responsabili per i discorsi pubblicati dagli utenti, anche se censurassero selettivamente del materiale. Questa legge ha rimodellato il nostro mondo. I tribunali hanno interpretato la legge nel senso che offre ai servizi Internet un cosiddetto porto sicuro dalla responsabilità per quasi tutto ciò che riguarda materiale generato dagli utenti. 

Sezione 230: le ventisei parole che hanno creato internet

La Electronic Frontier Foundation descrive la sezione 230 come “uno degli strumenti più preziosi per proteggere la libertà di espressione e innovazione su Internet”. Eppure lo studioso di diritto Jeff Kosseff descrive il nucleo della Sezione 230 come “le ventisei parole che hanno creato Internet”, perché senza di essa, le aziende che dominano Internet come abbiamo imparato a conoscere non potrebbero esistere. Forse sarebbe una buona cosa. Servizi come Facebook, Twitter e YouTube non sono semplici distributori. Fanno scelte che danno forma a ciò che vediamo. Alcuni post sono ampiamente diffusi. Altri vengono soppressi. Siamo sorvegliati e gli annunci sono mirati nei nostri feed. Senza le protezioni della Sezione 230, queste aziende sarebbero editori. Quindi responsabili di tutte le oscenità, diffamazioni, minacce e abusi che il peggio dei loro utenti potrebbe pubblicare. 

La legge ha permesso ai siti web di operare su vasta scala

L’effetto della Sezione 230 non è stato quello di consentire la sperimentazione o la libera espressione, ma di consentire ai principali siti web di operare su vasta scala. Quando sei legalmente responsabile di ciò che accade sul tuo sito, devi moderare il contenuto che vi appare. Ma moderare bene è difficile. Speri di incoraggiare la partecipazione premurosa di parti che potrebbero essere ferite da un discorso incauto. Tuttavia altre parti potrebbero sentirsi soffocate da un’eccessiva cautela. La moderazione diventa più difficile man mano che crescono le dimensioni e la portata di una comunità.  Senza la Sezione 230, i costi e il rischio legale associati al funzionamento dei forum degli utenti aumenterebbero con le dimensioni del forum. Mentre la Sezione 230 immunizza i fornitori dalla responsabilità legale, trasforma tali fornitori in agenti con un’influenza così concentrata da essere oggetto di costante preoccupazione politica. 

Senza la Sezione 230 le persone dovranno assumersi la propria responsabilità

Waldman conclude dicendo che cambiare la Sezione 230 permetterebbe ad argomenti vigorosi e contenuti provocatori di migrare su siti in cui le persone si assumono la responsabilità del proprio discorso o su forum i cui operatori dedicano attenzione e giudizio alle conversazioni ospitate. Il risultato sarebbe una piazza pubblica di qualità superiore, meno consolidata e, in definitiva, più libera. Quindi, in conclusione, le legge non andrebbe abrogata per i motivi che Trump afferma, cioè perché censura i conservatori, ma andrebbe modificata per consentirte di poter citare in giudizio Twitter o Facebook per i post diffamatori pubblicati. Quindi in primis lo stesso Trump.


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