Settimana di scontri in Catalogna

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Sciopero a Barcellona

Ieri si sono susseguiti i disordini in quella che è una settimana di scontri in Catalogna per via della sentenza dello scorso lunedì contro i leader indipendentisti catalani.

Le dichiarazioni di Quim Torra

Il presidente della Generalitat de Catalunya, Quim Torra, oggi ha dichiarato che la sentenza del 13 ottobre è ingiusta e chiede una “soluzione politica” al Presidente del Governo, Pedro Sánchez col fine di poter dialogare e portare avanti dei negoziati. Inoltre sostiene che “la causa della libertà è inarrestabile e arriveremo lontano nella misura in cui il popolo della Catalogna voglia arrivare”. Dopo una settimana di scontri in Catalogna, manca ancora da parte sua una condanna ferma nei confronti della violenza che si sta scatenando per le strade delle principali città.

Il sindaco di Barcellona, Ada Colau

Intanto anche il Sindaco di Barcellona, Ada Colau, ha fatto oggi delle dichiarazioni ma separatamente, dato che ha rifiutato di farlo insieme al Presidente della Generalitat, Quim Torra e i sindaci delle città di Tarragona, Lleida e Girona.

Secondo Ada Colau questa situazione non può andare avanti “Barcellona non se lo merita. Sfortunatamente ieri abbiamo vissuto episodi di violenza molto gravi in una città di pace che crede nel dialogo”. Ha comunque sottolineato il grande sforzo dei vigili urbani, dei pompieri e di tutti i dipendenti pubblici che grazie al loro lavoro oggi avevano permesso che la città funzionasse. Inoltre ha valutato positivamente la manifestazione dato che si è svolta pacificamente.

Sciopero, manifestazione e ancora scontri in Catalogna

La giornata di sciopero di ieri è finita con un totale di 182 feriti e di nuovo gravi episodi di violenza e scontri. Al di là del rigetto nei confronti della sentenza contro i leader indipendentisti, è degno d’attenzione come migliaia di giovani abbiano cercato il confronto con le forze dell’ordine durante ore.

La manifestazione di ieri a favore dei leader indipendentisti, era iniziata a svolgersi in modo pacifico. Ma di nuovo un gruppo di giovani hanno iniziato gli scontri con la polizia e i Mossos d’Esquadra (la polizia catalana).

Venerdì è stata la quinta giornata di disordini. Durante sette ore migliaia di giovani hanno accerchiato il quartier Generale della Polizia. Ieri il bilancio è stato di 182 feriti in Catalogna, dei quali 152 a Barcellona, 83 arresti e gravi danni in tutta la capitale catalana.

Il Ministro degli interni, Fernando Grande-Marlaska ha dichiarato che da lunedì scorso, il bilancio totale è di 207 poliziotti feriti, 128 arresti, 800 cassonetti incendiati e 100 macchine bruciate in quella che si è dimostrata una settimana di scontri in Catalogna.

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