Le prime sette meraviglie del mondo antico

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Strutture e opere architettoniche, artistiche e storiche, che Greci e Romani ritennero i più belli e straordinari artifici dell’intera umanità. Tutte realizzate oltre duemila anni fa, le prime sette meraviglie furono contemporaneamente visibili solo tra il 250 e il 226 a.C. prima di essere distrutte da incendi e terremoti.

Le sette meraviglie del mondo antico

PIRAMIDE DI CHEOPE

risale al 2500 a.C. ed è la più antica delle sette meraviglie del mondo antico, ed anche l’unica ad essere rimasta parzialmente intatta.  Gli egittologi ritengono che sia stata costruita come tomba per il faraone Cheope. Fu realizzata dall’architetto reale Hemiunu. Alcune delle pietre che costituivano il rivestimento esterno sono ancora visibili intorno alla base. E’ la più antica e la più grande delle tre piramidi principali della necropoli di Giza, in Egitto. Al suo interno sono state rinvenute tre camere: la camera più bassa, o camera ipogea, è scolpita nella roccia su cui la piramide è stata costruita ed è incompiuta, le Camera della Regina e Camera del Re si trovano più in alto, all’interno della struttura piramidale. All’interno della Piramide non sono stati trovati il corredo funerario e il feretro, poichè quasi tutte le sepolture reali dell’antico Egitto sono state saccheggiate da violatori di tombe già nell’antichità.

GIARDINI PENSILI DI BABILONIA

Furono costruiti intorno al 590 a.C., a sud della odierna Baghdad, per volere del re Nabucodonosor II, anche se la tradizione attribuisce la loro costruzione alla regina assira Semiramide. Secondo la leggenda, la regina, raffigurata nel celebre quadro di Degas, Semiramide alla costruzione di Babilonia, raccoglieva giornalmente rose fresche nei Giardini pensili, nonostante il clima arido che caratterizzava la città. Alcuni storici mettono in dubbio l’esistenza di questo “paradiso terrestre” caratterizzato da giardini con alberi, fiori e piante di ogni specie, portati fino a Babilonia da tutte le parti del mondo. Nei giardini crescevano fichi, mandorli, noci, melograni e ninfee. La prosperità dei giardini dipendeva da un efficace sistema d’irrigazione, ottenuto sfruttando l’acqua del fiume Eufrate che veniva sollevata sino alla sommità dei giardini, utilizzando grandi ruote idrauliche in legno. Dopo un approfondito studio dei testi antichi e un minuzioso scavo, l’archeologo  Robert Koldewey, arrivò alla conclusione che le strutture a volta presso la Porta Ishtar, erano realmente la base di sostegno dei giardini pensili.

La statua di Zeus a Olimpia era tra le sette meraviglie

Realizzata dallo scultore ateniese Fidia intorno al 436 a.C. per il Tempio di Zeus a Olimpia, questa scultura colossale, in oro e avorio, superava i dodici metri di altezza. Il dio, seduto su un trono di ebano e pietre preziose, sorreggeva con la mano destra una Nike (dea alata della Vittoria) e con la sinistra un lungo scettro su cui poggiava l’aquila d’oro, simbolo della divinità. Il dio era avvolto in un mantello di lamina d’oro. Nel manto erano ricamate figure di animali e fiori di giglio. Sulla testa aveva una corona lavorata in forma di ramoscelli di ulivo. Figure eroiche e divine correvano lungo il basamento della statua.


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TEMPIO DI ARTEMIDE

Il primo edificio sacro, costruito intorno al 560 a.C nella città di Efeso, nell’attuale Turchia, dedicato alla dea Artemide, dea della caccia, della fertilità e della guerra. Fu costruito per ordine del re lidio Creso. Il tempio era in marmo, lungo 131 metri, con 120 colonne di marmo bianco alte 20 metri, in stile ionico, con decorazioni di animali reali e mitologici come cervi, grifoni e sfingi. Al suo interno venne posta la statua della dea, alta oltre 2 metri, realizzata in legno di vite e ricoperta di oro ed argento. Dopo che questa colossale opera fu distrutta da un incendio doloso nel 356 a.C., si intraprese, per volere di Alessandro Magno, una nuova costruzione ancora più grande, progettata dell’architetto Chersifrone di Efeso. Ma nel 262 d.C., il tempio venne nuovamente distrutto e saccheggiato dai Goti. Nel 401 per ordine dell’arcivescovo di Costantinopoli, Giovanni Crisostomo, il tempio di Artemide fu completamente raso al suolo, ma le rovine di questo luogo sacro continuarono a essere oggetto di venerazione per molto tempo.

COLOSSO DI RODI

Enorme statua raffigurante il dio Helios (Apollo), situata nel porto di Rodi, in Grecia, nel III secolo a.C. La sua costruzione fu affidata a Carete di Lindo, allievo di Lisippo. Cominciata nel 292 a.C. dopo la vittoria della città di Rodi su Demetrio di Macedonia, ci vollero più di 12 anni per ultimare la gigantesca scultura.  Secondo alcuni storici, la struttura era costituita da colonne di pietra con delle costruzioni metalliche di ferro inserite al suo interno, a cui venivano agganciate le piastre di bronzo del rivestimento esterno. Per costruirla fu usata come impalcatura la torre di assedio abbandonata sul posto da Demetrio. La statua restò in piedi per 67 anni, fino a che Rodi fu colpita da un violento terremoto che fece crollare la statua nel mare. In molti si adoperarono affinché si trovasse un modo per ricomporla, ma tutti i tentativi furono vani. I numerosi frammenti della statua vennero poi venduti nel 672 d.C. e per il trasporto vennero utilizzati ben 980 cammelli. All’apice dello splendore, la statua di bronzo rappresentava un Apollo nudo, con le gambe divaricate. Alta trentuno metri e larga 7, il suo peso era di 600 tonnellate.

Tra le sette meraviglie il mausoleo di Alicarnasso

Immenso monumento funebre in marmo bianco fatto costruire da Artemisia in memoria del marito e fratello Mausolo, governatore della provincia persiana della Caria, in Asia Minore. Ne affidò il progetto agli architetti greci Pizio e Satiro, e la decorazione ad alcuni dei maggiori scultori del tempo: Briasside, Scopas, Timotheos, Leochares. Venne costruito ad Alicarnasso, l’attuale Bodrum, in Turchia, intorno al 353 a.C. Tali erano la magnificenza e l’imponenza della tomba di Mausolo che il termine mausoleo venne poi usato per indicare tutte le grandi tombe monumentali. Attualmente sono visibili solo alcuni resti della imponente struttura originaria che fu distrutta da un terremoto nel XII secolo. Ma alla sua distruzione contribuirono soprattutto i cavalieri dell’ordine di San Giovanni che, nel 1402, occuparono Alicarnasso e vi costruirono la fortezza di San Pietro   servendosi delle pietre del Mausoleo per rinforzarla. Alcuni resti del Mausoleo, soprattutto i resti dei cavalli e della quadriga che vi era alla sua sommità, sono oggi visibili al British Museum di Londra.

FARO DI ALESSANDRIA

Una delle realizzazioni più avanzate ed efficaci della tecnologia ellenistica, fu costruito su una piccola isola, Pharos,  di fronte al porto di Alessandria d’Egitto, per ordine di Tolomeo I, sovrano macedone, tra il 300 e il 280 a.C. per aumentare la sicurezza del traffico marittimo. Con i suoi 134 metri d’altezza, una delle sette meraviglie era il Faro di Alessandria era l’edificio più alto del mondo dopo le piramidi e poteva essere visto a 48 km di distanza. Era composto da un alto basamento quadrangolare, che ospitava le stanze degli addetti e le rampe per il trasporto del combustibile, a questo si sovrapponevano una torre ottagonale di 34 metri e una lanterna rotonda coperta da un tetto conico, nella quale si trovava l’impianto d’illuminazione. Sopra il tetto si ergeva una statua colossale di Poseidone, dio del mare, col tridente.  La luce era ottenuta mediante la combustione di legni resinosi e di oli minerali, uno specchio concavo ne regolava la direzione e ne amplificava la potenza. Interamente rivestito di marmo bianco, sotto i raggi del sole il Faro brillava fino all’orizzonte. Rimasta intatta per sedici secoli, la più longeva delle sette meraviglie, fu poi progressivamente distrutta da una serie di terremoti. Numerosi blocchi ed elementi architettonici sono stati recuperati in mare, insieme alle colossali statue di Tolomeo II e della moglie Arsinoe II.

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