Parte della Costituzione

27 dicembre 1947, una data che ha segnato la storia dell’Italia e degli italiani, la formulazione e la convalida della Carta Costituzionale entrata in vigore soltanto il 1 gennaio 1948.

Settant’anni fa l’allora Capo Provvisorio dello Stato Enrico De Nicola, in una delle stanze di Palazzo Giustiniani, o altrimenti detto “Piccolo Colle” (qui vi hanno sede l’appartamento di rappresentanza del Presidente del Senato, la sala Zuccari, gli uffici dei senatori eletti e a vita, dei presidenti emeriti del Senato, alcuni servizi e uffici dell’amministrazione), procedeva alla promulgazione della Costituzione.

I testimoni di questo grande evento storico ci furono i capi dei principali partiti antifascisti come: Alcide De Gasperi,  Palmiro Togliatti, Giuseppe Saragat, Bernardo Mattarella (il padre del Presidente della Repubblica), inoltre erano presenti anche 21 donne, 9 Dc e comuniste, 2 socialiste e una del movimento dell’Uomo qualunque (era li in rappresentanza delle donne che per la prima volta nella storia italiana, il 2 giugno ’46, avevano esercitato il diritto di voto).

Firma della Costituzione
Firma della Costituzione

La presidenza del consiglio ha scelto di festeggiare questo ‘compleanno’ portando la Carta Costituzionale in giro per l’Italia, un tour per ricordare quel grande momento storico ripercorrendo le tappe e facendo letteralmente viaggiare la Costituzione, per far in modo che gli italiani possano avvicinarsi ad essa, conoscerla meglio e magari sentire quel senso di appartenenza alla nazione che, con l’andare del tempo, si è affievolito anche per la disillusione e sfiducia del popolo italico verso la politica e l’Italia stessa.

11 settembre 2011 il tour della costituzione ha preso il via. La prima tappa è stata la città di Milano, considerata il simbolo della resistenza, la cerimonia è avvenuta nel Palazzo Reale alla presenza delle autorità politiche locali e nazionali: Il sindaco del capoluogo lombardo Giuseppe Sala, Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, il ministro Luca Lotti e, per l’occasione è stato invitato Franco Marini Presidente del Comitato storico scientifico per gli Anniversari di interesse nazionale. Questa prima tappa ha avuto come protagonista il primo articolo della Costituzione.

Questo “pezzo di carta” dal valore immenso per il popolo della Nostra nazione è riuscita a rimanere intatta senza modifiche, nonostante i tentativi di ‘manipolarla’ siano stati molti.

Firme apposte sulla Costituzione
Firme apposte sulla Costituzione

Dopo la data milanese le città toccate sono state Catania il 5 ottobre, il 23 novembre a Reggio Calabria e il 14 dicembre Bari. Nelle prossime settimane il giro proseguirà a Cagliari, Aosta, Roma, Venezia, Firenze, Trieste, Assisi, per chiudersi a Reggio Emilia.

Ad ogni città è stato e verrà assegnato uno dei primi dodici articoli (i principi fondamentali della costituzione) con annesso excursus con filmati storici, frasi celebri di personaggi chiave, commenti audio ai 12 articoli fondamentali affidati alle parole di Roberto Benigni.

In queste occasioni il cittadino ha la possibilità di porre la propria firma virtuale accanto a quella dei Padri Costituenti (Emilio Colombo, uno dei 556 deputati costituenti, è morto nel 2013. L’ultimo di tutta la schiera).

  • I primi 12 articoli della Costituzione:
    Articolo 1
    L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
    La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
  • Articolo 2
    La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
  • Articolo 3
    Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
    È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
  • Articolo 4
    La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
    Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
  • Articolo 5
    La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento.
  • Articolo 6
    La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.
  • Articolo 7
    Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
    I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.
  • Articolo 8
    Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
    Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano.
    I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.
  • Articolo 9
    La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
    Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
  • Articolo 10
    L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.
    La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.
    Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge.
    Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici.
  • Articolo 11
    L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
  • Articolo 12
    La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.
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