Sestri Levante ospita l’Andersen Festival

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La letteratura per l’infanzia ha sempre avuto un ruolo fondamentale nel messaggio che trasmette ai più piccoli, tanto che da decenni accompagna con scrupolo i bambini nella loro crescita, segnando con tratti caratteristici le epoche così come si sono succedute.

Tra le varie manifestazioni che vengono organizzate al riguardo merita senz’altro attenzione l’Andersen Festival, che si celebra a Sestri Levante, in provincia di Genova, dal 6 al 9 giugno.

Festival direi storico, nato nel 1998 a completamento dell’omonimo premio letterario, e negli anni è divenuto una delle principali vetrine per la letteratura per l’infanzia in Italia.

 Ai suoi esordi il Festival impegnava ben nove giorni, tutti organizzati tra proposte che variavano dalle arti alla produzione di spettacoli. Artisti di strada, così, fin dall’inizio, si incrociavano ad altri famosi, tutti volti a proporre piccoli racconti in una chiave personalizzata ed innovativa.

I due filoni principali che il Festival ha seguito fin dagli esordi sono il teatro fisico, ovvero non verbale, e il racconto, presentando entrambi in chiave fantastica, onirica, ma anche concreta, in modo da raggiungere il pubblico più giovane. Il tutto facendo sì da coinvolgere Sestri Levante in maniera concreta, ovvero come luogo di sperimentazione a vari livelli. Non a caso il Comune di Sestri Levante si propone proprio come promotore di questo Festival, forse anche per il legame che questa località ebbe con H.C. Andersen. Fu proprio il famoso autore di favole per bambini a scrivere del borgo marinaro ligure queste parole: “Che fiabesca serata trascorsi a Sestri Levante! La locanda era vicinissima al mare e una forte risacca la lambiva; nel cielo le nuvole erano di fuoco e sui monti si alternavano i colori più vivi”.

In effetti, passeggiare lungo la baia delle Favole o la baia del Silenzio a Sestri Levante già introduce in un mondo magico, e non solo per i bambini. E’ proprio in questo contesto che si vuol proporre questo evento che si avvale, come ospite d’onore, di Giovanni Allevi, ma a cui interverranno anche volti noti del piccolo schermo, come Corrado Augias, e anche organizzazioni che si adoperano per aiutare i bambini, come Save the Children.

Gli appuntamenti prevedono, fra gli altri, laboratori dove far interagire bambini e adulti, come in “Un buco nella tasca le forbici magiche e i 44 vestiti”. Ma è anche molto bello il rapporto che il Festival instaura con le favole di Andersen, sia con “Entra nella fiaba”, in cui si ha la possibilità di ascoltare le favole più famose dell’autore danese, sia con “Andersen Tales”, incontro previsto presso la Terrazza a mare del Convento dell’Annunziata.

Ma il Festival Andersen, si è detto, non è solo favola, ma è anche vita vera in chiave fiabesca. Ed ecco così l’importante appuntamento con Save the Children che, inaugurando “I racconti della baia del Silenzio” insieme a Giovanni Allevi, intende raccontare la quotidianità e le sofferenze dei bimbi in realtà disagiate.

Altri appuntamenti con forti messaggi vengono proposti in tutte le giornate del Festival per le vie cittadine, con il “Corteo dei Bambini”. Qui tutti i giovani partecipanti porteranno la loro chiave di lettura su un argomento davvero importante quale è quello del surriscaldamento del pianeta, problema che spesso gli adulti sottovalutano o lasciano scivolare in secondo piano.

Come è evidente, il calendario è ricco di eventi, anche se qui ne sono stati trattati solo alcuni.

E’ bello pensare a quanta attenzione venga riservata alla letteratura per l’infanzia, un pilastro, nel vero senso della parola, della letteratura tradizionale, anche per la difficoltà nel rendere, con parole semplici, concetti impegnativi accessibili ai più piccoli.

Letteratura per l’infanzia, quindi, come primo approccio  culturale da riservare a chi si affaccia alla vita e al mondo, con quella giusta delicatezza che un bambino merita. Gli argomenti che si trattano non possono venir proposti in modo banale, ma anzi avendo ben presente le dinamiche dell’infanzia, nella consapevolezza di dover trasmettere anche un messaggio morale.

 

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