Sesta estinzione di massa: potrebbe essere già in corso

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La storia della biodiversità terrestre conta finora cinque estinzioni di massa, tutte causate da catastrofi naturali. Alcuni biologi sostengono che la sesta estinzione potrebbe essere nel suo pieno, e che la causa (non del tutto a sorpresa) sia l’uomo.

La sesta estinzione di massa sta avvenendo oggi?

A sostenerlo sono i biologi dell’Università delle Hawaii e del Museo Nazionale di Storia Naturale di Parigi, e i risultati della loro ricerca sono stati pubblicati lo scorso 10 gennaio. È vero che sono state messe in campo misure conservatrici per fermare questa sesta estinzione, proteggendo il 30% dell’area marina e terrestre entro il 2030. Sarebbe questo l’obiettivo dei negoziati internazionali entro la fine di quest’anno.


The Great Animal Orchestra i suoni della biodiversità


Nuovi obiettivi

Il prossimo vertice delle Nazioni Unite sulla biodiversità avrà luogo ad aprile, in Cina. Nel 2020 sono scaduti diversi degli obiettivi precedenti, e la Convenzione dovrà quindi fissarne di nuovi. In primo piano c’è il cosiddetto 30 per 30, ciò di cui parlavamo poco sopra, ma non è l’unica cosa. Anche perché un rapporto di esperti sostiene invece che tutti gli sforzi in tal senso potrebbero non bastare, se non ci saranno ad accompagnarli cambiamenti significativi nell’utilizzo, da parte dell’uomo, delle risorse del pianeta.

Impossibile invertire la tendenza

Un comunicato stampa, a commento dello studio, spiega meglio la questione: “Queste iniziative non possono invertire la tendenza generale all’estinzione della specie”. Parlando di dati, gli scienziati hanno rilevato che dall’anno 1500 si sono estinte dal 7,5 al 13% dei due milioni di specie conosciute della Terra. Si tratta di un aumento dalle 150.000 alle 260.000 specie.

Lo studio e le sue specifiche

Autore principale dello studio è Robert Cowie, professore di ricerca presso l’Università delle Hawaii. “Il drastico aumento dei tassi di estinzione delle specie e il calo dell’abbondanza di molte popolazioni animali e vegetali sono ben documentati, ma alcuni negano che questi fenomeni equivalgano ad un’estinzione di massa” ha spiegato. “Questa smentita si basa su una visione parziale della crisi che si concentra su mammiferi e uccelli e ignora gli invertebrati, che ovviamente costituiscono la grande maggioranza della biodiversità”.

L’importanza degli invertebrati

Sappiamo che un invertebrato è un animale senza spina dorsale. Di questo gruppo fanno parte moltissime forme di vita complesse, spugne, stelle marine, lombrichi, vongole, ragni, farfalle. Basti dire che nel mondo esistono 1.500.000 specie di animali, e il 95% di essi sono, appunto, invertebrati. “L’inclusione degli invertebrati è stata la chiave per confermare che stiamo davvero assistendo all’inizio della sesta estinzione di massa nella storia della Terra” ha aggiunto il professore. Di fatto, quindi, c’è chi nega anche che la detta estinzione stia succedendo.

Un nuovo percorso evolutivo

Parallelamente, c’è chi ritiene che ci troviamo ad assistere ad una nuova e naturale traiettoria evolutiva, e crede che la razza umana sia un’altra delle tante specie che compie il suo normale ruolo nella storia terrestre. Da ultimo, c’è chi crede che l’umanità abbia il diritto, se non il dovere, di manipolare la biodiversità a suo uso e consumo. “Gli esseri umani sono l’unica specie in grado di manipolare la biosfera su larga scala. Non siamo solo un’altra specie in evoluzione di fronte a influenze esterne. Al contrario, siamo l’unica specie con una scelta consapevole riguardo al nostro futuro e a quello della biodiversità terrestre” ha dichiarato ancora il professor Cowie.

Fermare l’estinzione di massa è possibile?

Generalmente, un’estinzione di massa significa la perdita del 75% delle specie. Secondo lo studio la situazione non è ancora giunta al suo picco, ma ciò non toglie che potrebbe accadere in un prossimo futuro. Gli sforzi di conservazione, affermano gli scienziati, dovrebbero assolutamente continuare, dando priorità alla ricerca sulle specie esistenti.

Preservare la biodiversità

“La biodiversità che rende il nostro mondo così affascinante, bello e funzionale sta svanendo inosservata a un ritmo senza precedenti” si legge sullo studio. “Di fronte a una crisi crescente, gli scienziati devono adottare le pratiche dell’archeologia preventiva e raccogliere e documentare quante più specie possibili prima che scompaiano. Negare la crisi, semplicemente accettarla e non fare nulla, o anche abbracciarla per l’apparente beneficio dell’umanità, non sono opzioni appropriate e aprono la strada alla Terra per continuare la sua triste traiettoria verso una sesta estinzione di massa”.