Serie A – Roma vince a Udine e suona la nona. Juve stende Genoa

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La Roma suona la nona. I giallorossi passano per 1-0 sul campo dell’Udinese e continuano la marcia trionfale in vetta alla classifica. In inferiorità numerica nell’ultima mezz’ora per l’espulsione di Maicon, la formazione di Garcia sfonda all’82’ con il gol del neoentrato Bradley: nona vittoria in 9 giornate e la Roma vola a 27 punti. L’Udinese rimane a quota 10 incassando una sconfitta immeritata.

I friulani non raccolgono nulla nel match cominciato con il piede sull’acceleratore.. Muriel scappa in contropiede e dal limite dell’area lascia partire un rasoterra angolatissimo: palo pieno. Dopo il pericolo scampato, la Roma prova a prendere in mano il match affidandosi soprattutto all’energia di Maicon, che comincia a spingere sulla fascia destra. I padroni di casa concedono pochissimo e si affidano alle accelerazioni delle punte. Muriel e Di Natale dialogano al 19′, il numero 10 va al tiro ma la conclusione è debole e centrale, De Sanctis non ha problemi a bloccare.
Dall’altra parte, Kelava è inoperoso fino al 36′, quando devia oltre la traversa un colpo di testa di Borriello. E’ molto più pericolosa l’azione che l’Udinese imbastisce al 38′ con l’imbucata di Muriel per Gabriel Silva, che evita l’uscita di De Sanctis e scodella verso la porta: solo il prodigioso intervento di Castan salva la porta capitolina. In avvio di ripresa la Roma si presenta con atteggiamento più propositivo e si fa vedere davanti con Pjanic e Maicon, i ispirati tra gli uomini di Garcia.
Il brasiliano, però, rovina la sua prestazione con un’ingenuità al 65′: già ammonito, stende Badu a centrocampo e viene espulso. In inferiorità numerica, Garcia si copre inserendo Torosidis al posto di Pjanic. L’Udinese riprende vigore e si riversa in avanti a caccia del gol. Al 70′ Di Natale spara da 20 metri, Castan ci mette il piede e il pallone sfila a pochi centimetri dal palo. La Roma si assesta e sembra intenzionata a difendere il pareggio. Garcia getta nella mischia Bradley al posto di Borriello e proprio il centrocampista statunitense si trasforma nel match winner all’83’. Strootman costruisce, l’americano è preciso dal limite dell’area: piatto destro, palla nel sacco e la Roma vince 1-0.
Juve stende Genoa con Vidal-Tevez
La Juve si rialza e stende il Genoa. I bianconeri, reduci dai k.o. contro Fiorentina e Real Madrid, si impongono per 2-0 con una prestazione convincente e riprendono la marcia nelle zone alte della classifica. La formazione di Conte ottiene i 3 punti al termine di 90 minuti dominati: si rivede la squadra padrona del campionato negli ultimi 2 anni e il Genoa fa da sparring partner allo Stadium.
La Juve si riversa subito nella metà campo avversaria e crea occasioni in serie grazie soprattutto a Llorente. L’attaccante spagnolo è efficace soprattutto come suggeritore e offre un paio di assist d’oro a Pogba. Il francese, però, non trova il tempo per concludere. La porta rossoblu vacilla a ripetizione delle parate di Perin se la Vecchia Signora non sfonda. Quando l’estremo difensore non ci può arrivare, c’è la traversa a respingere il destro di Vidal al 18′.
Il cileno ha una chance decisamente più ghiotta al 23′, quando l’arbitro assegna un rigore ai bianconeri per il fallo di Biondini su Asamoah. Vidal non sbaglia dal dischetto, 1-0. Il vantaggio non sazia i padroni di casa che continuano ad attaccare e sfiorare il gol. Pirlo e il solito Pogba, in particolare, sprecano il pallone del raddoppio. Il bis bianconero è solo rinviato e arriva al 36′ ad opera di Tevez. Dribbling secco e diagonale rasoterra, l’argentino fa centro e il 2-0 è cosa fatta.
Il copione non cambia in avvio di ripresa, con la Juventus in costante proiezione offensiva. Perin continua a tappare buchi. Con il passare dei minuti, i campioni d’Italia si preoccupano soprattutto di gestire il match. Il ritmo dell’incontro cala e il Genoa riesce a contenere le manovre avversarie con minori difficoltà. La gara si va spegnendo progressivamente, mentre Conte richiama in panchina Asamoah, Llorente e Vidal per concedere qualche minuto a De Ceglie, Giovinco e Padoin.
Parolo firma impresa Parma e Milan al tappeto
Il Parma stende il Milan a fil di sirena e inguaia i rossoneri. Il 3-2 del Tardini matura in pieno recupero: Parolo, autore di una doppietta, rende vana la rimonta del ‘diavolo’ nella ripresa. La squadra di Massimiliano Allegri resta ferma a quota 11 punti e il distacco di 16 lunghezze dalla Roma capolista diventa abissale.
Il Milan ritrova un Balotelli con un nuovo look, senza cresta né orecchini, ma non risolve tutti i suoi guai: nel primo tempo la difesa scricchiola, le idee scarseggiano e l’attacco non segna. La partita del Tardini inizia in salita per i rossoneri, sotto di un gol dopo appena dieci minuti. Biabiany va via a Constant sulla corsia destra e dal fondo serve un pallone invitante in mezzo che Parolo, dopo un rimpallo fortuito, sfrutta alla grande: diagonale sul palo più lontano e 1-0. Il ‘diavolo’ fa fatica a trovare spazi e il Parma al 26′ è di nuovo pericoloso con un tiro-cross di Cassano che, complice la deviazione di Silvestre, termina sull’esterno della rete.
I rossoneri costruiscono la prima occasione degna di nota solo al 32′, quando Birsa premia l’inserimento di Poli che di destro sfiora il palo. Un minuto dopo è Balotelli a mettersi in luce, ma solo per una simulazione nell’area gialloblù che l’arbitro Valeri punisce con un giallo. Di tutt’altro spessore, invece, il primo tempo dell’ex rossonero Cassano impreziosito, prima dell’intervallo, dal gol del raddoppio. Biabiany fa il bello e il cattivo tempo sulla corsia presidiata, si fa per dire, da Constant: il francese mette un’altra palla d’oro in mezzo, Parolo serve l’assist all’accorrente Cassano che con un destro chirurgico infila Gabriel.
Il barese strappa applausi anche in avvio di ripresa con uno splendido destro al volo che Gabriel blocca. Il nuovo Balotelli, invece, non piace ad Allegri che al 52′ lo sostituisce con Kakà. Il tecnico rossonero si gioca anche la carta Matri, che subentra a Poli. Mosse azzeccate e il Milan cambia volto.
Il Parma potrebbe uccidere il match al 58′ dopo un’altra magia di Cassano: il barese serve un assist da favola a Gargano, ma il destro dell’uruguaiano si stampa sulla traversa. Scampato pericolo, il Milan raddrizza le cose con un micidiale uno-due. Al 16′ Matri segna il primo gol in rossonero con un rasoterra a incrociare al 61′. Due minuti dopo è Silvestre a firmare il pareggio: Zapata centra la traversa con un’incornata su calcio d’angolo, poi Silvestre salta più in alto di tutti e sempre di testa beffa Mirante.
C’è tutto il tempo per il ‘ribaltone’ e dopo il 2-2 in campo c’è solo il Milan, almeno fino al recupero. Al 68′ Montolivo sfiora il gol con un tiro di piatto destro sull’esterno della rete, all’82’ Mirante si oppone alla conclusione a botta sicura di Kakà pescato in area da Birsa. Nel finale-thrilling il Parma trova il jolly da tre punti con una punizione dalla lunga distanza di Parolo: Gabriel non è esente da colpe. E per il Milan è notte fonda.
Higuain non sbaglia e il Napoli stende il Toro con due rigori
Due gol dagli 11 metri di Higuain bastano al Napoli per domare il Torino e mandare definitivamente in archivio la sconfitta subita contro la Roma. Benitez rilancia il ‘pipita’ dal primo minuto e l’argentino dopo circa mezz’ora di gioco è già a quota 2 reti, frutto di altrettanti rigori dubbi che fanno infuriare il tecnico granata Ventura. Al di là delle decisioni dell’arbitro De Marco, c’è da dire che il Torino fa ben poco per cambiare il destino del match. Il Napoli forse vince con qualche aiutino arbitrale ma tutto sommato con merito e si rilancia all’inseguimento della Roma.
L’arbitro De Marco assegna il primo penalty alle soglie del quarto d’ora dopo un numero di Mertens nell’area granata. Il belga va via a due difensori e cerca con astuzia il contatto da rigore con Bellomo, poi dal dischetto Higuain fa centro. L’argentino sta bene e si vede anche al 22′, quando sfiora il raddoppio con un destro potente dalla distanza che esce di un soffio. Il Torino è alle corde e il forcing del Napoli viene generosamente premiato da De Marco alla mezz’ora.
L’arbitro, consigliato dall’assistente di porta, assegna il secondo rigore per un tocco di mano di Glik sul tiro ravvicinato di Fernandez. Il braccio del difensore è attaccato al corpo, ma tant’è: dal dischetto Higuain spiazza Padelli e il Napoli è avanti 2-0. Il passivo per il Torino potrebbe diventare ancora più pesante al 36′ quando Padelli sbaglia completamente l’uscita fuori area e lascia la porta spalancata ad Insigne, ma il destro a botta sicura dell’attaccante azzurro viene deviato da D’Ambrosio quanto basta per tenere in vita gli ospiti.
Il Toro si scuote solo prima dell’intervallo e si rende pericoloso prima con una punizione di Cerci deviata in corner da Reina poi con una girata di Glik fuori di un soffio. Il risultato però non cambia e in avvio di ripresa Ventura mischia le carte con una mossa a sorpresa: fuori Cerci e dentro Meggiorini.
Eppure la fantasia del n.11 avrebbe fatto comodo al Toro in una ripresa in cui le occasioni per gli ospiti latitano. Il Napoli dà l’impressione di poter gestire senza problemi il ‘tesoretto’ del primo tempo e Benitez inizia a pensare ai prossimi impegni: quindi standing ovation per Higuain e spazio a Callejon per i venti minuti finali. Per gli azzurri si aprono spazi invitanti in contropiede e proprio Callejon al 79′ si divora la chance per piazzare il colpo del definitivo ko.
Il sipario sul match cala definitivamente all’86’, quando Basha viene espulso per un fallo giudicato da ultimo uomo su Pandev. Il Torino ci prova generosamente in inferiorità numerica, ma Reina chiude la porta sul destro da fuori di Meggiorini e spegne anche le ultime velleità degli ospiti.

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