Serie A: recuperi della 18°. Il Crotone attacca e la Juve stacca di 7 punti la Roma. Il Milan a Bologna muore e risorge, europa ancora ad attenderli.

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Ieri si è concluso il programma della 18° giornata di campionato e in scena sono andate due partite diametralmente opposte per la dinamica degli eventi che le hanno caratterizzate.

Alle 18.00, in una cornice spettacolare regalata all’Ezio Scida dai tifosi del Crotone, la Juve si è allenata contro un avversario che poco ha potuto offrire al cospetto della capolista.

Un match contraddistinto dal solito apparente atteggiamento serafico dei bianconeri che, dopo un tempo trascorso a riscaldare gli animi dei circa 16.000 tifosi crotonesi accorsi allo stadio per vedere i campioni d’Italia, iniziano la seconda parte di gara con ben altra verve, rintanando gli avversari nella propria metà campo.


La naturale conclusione del cambio di ritmo porta in vantaggio la juve con una bella azione condotta a pieno organico dagli uomini di centrocampo e rifinita dalla caparbia di Mandzukic, ormai il vero uomo di raccordo tra i reparti. Al 74′ l’opera è completata da Higuain, mandato abilmente in porta da un pimpante e reattivo Rincon, abile nel suggerire un assist al bacio e mettere la parola fine sulla partita.


Al Dell’Ara succede tutto il contrario di tutto. La partita è importante per entrambe. Il Bologna con l’obbligo di chiedere scusa ai propri sostenitori dopo la figuraccia rimediata contro il Napoli; il Milan per riprendere il passo verso una qualificazione europea compromessa nelle ultime tre partite.

In effetti la gara è bella, combattuta ed interpretata bene per una mezzora, fino a quando Paletta non commette l’ennesima ingenuità in questa stagione, facendosi espellere, lasciando i propri compagni prima dell’intervallo.

Tutto ciò non basta a sconfortare i rossoneri, che grazie ad un doppio prodigioso intervento di Donnarumma prima sulla botta ravvicinata di Krejci e dopo su una bella conclusione di Verdi, rimangono in partita e, con il solito palleggio marchio di fabbrica del proprio allenatore, provano più di qualche sortita in contropiede.


Tutto vano, perché al 14′ del secondo tempo l’arbitro Doveri, forse troppo fiscale nell’occasione, espelle Kucka, già ammonito per un’entrata su Dzemaili dopo aver dato un pestone a centrocampo ai danni di Nagy, facendo saltare il banco.

Il Bologna sale in cattedra nelle intenzioni e supino ricade quando, a tempo quasi scaduto, consente a Deulofeu, alla prima vera partita stagionale, di mostrare al calcio italiano cosa significhi essere il capitano della nazionale under 21 spagnola.

Sulla fascia raccoglie un pallone nei pressi della lunetta del calcio d’angolo, scherza con Maietta, accelera e con un tunnel su Krafth regala un assist al bacio a Pasalic, umiliando il povero Donandoni, che abbandona il campo sconcertato dall’atteggiamento superficiale dei propri giocatori, incapaci di sfruttare abilmente la doppia superiorità numerica.

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