La VII giornata di Serie A ha riservato non poche sorprese per la classifica: il primo posto in solitaria del Napoli a punteggio pieno per il pareggio della Juventus a Bergamo, la vittoria dell’Inter a Benevento e quella della Roma a San Siro.

Napoli inarrestabile – 21 punti in 7 gare ufficiali di Serie A, 25 gol fatti e 5 subiti sono i numeri degli uomini di Sarri. Numeri importanti che rimandano agli anni ’90, quando un fenomeno argentino di nome Maradona trascinava gli azzurri alla conquista di uno scudetto storico; quest’anno non c’è un solo fenomeno ma tanti buonissimi giocatori in grado di rendere al massimo del potenziale sotto la guida esperta e attenta di un maestro di tattica come Sarri.

Grazie ad un gioco veloce ed efficace fatto di scambi rapidi e movimenti collaudati il Napoli è riuscito non solo a superare trasferte complicate come quella di Ferrara, ma anche a mantenere la continuità di prestazioni degna delle grandi squadre. Anche se gli scontri diretti devono ancora dimostrare il vero carattere della squadra, dopo anni passati a ridosso delle prime posizioni con l’immagine nitida ma fuggente dello scudetto, in questa stagione gli azzurri sembrano aver maturato appieno la coscienza della propria forza e proprio questa consapevolezza li potrebbe portare a sollevare finalmente il tanto agognato trofeo.

 

La Signora in giallo si ferma a Bergamo –  Il pareggio della Juventus contro l’Atalanta è qualcosa che nessuno si sarebbe mai aspettato di vedere, soprattutto per come è maturato ed è indicativo di vari aspetti che non bisogna trascurare: innanzitutto la grande tenacia dei nerazzurri che, sotto di due gol, sono stati capaci di non gettare la spugna e rimontare una partita anche grazie a un difensore proprio di proprietà della Juventus; il rovescio della medaglia è la poca concentrazione degli ospiti soprattutto nel mantenere il risultato, frutto di molti cambiamenti tattici in corso d’opera e di errori individuali (come la gomitata di Lichtsteiner su Gomez in occasione dell’azione del possibile 1-3 o la poca prontezza dei difensori sulla ribattuta che ha originato l’1-2) che sono costati ad Allegri non soltanto due punti, ma la testa della classifica.

Ora i bianconeri devono scrollarsi di dosso il fantasma di questa brutta prestazione nelle due settimane di pausa per le Nazionali per provare a tornare concentrati alla ripresa del campionato, mentre l’Atalanta deve ripartire proprio da questa rimonta per continuare a giocare con aggressività e intraprendenza come nella scorsa stagione nonostante l’aumento di partite dovuto all’Europa League.

 

Milano centro del mondo – Come spesso accade, le due milanesi tendono ad avere dalla scorsa stagione a questa parte un andamento inverso e proporzionale: se nella Serie A 2016/2017 il Milan si era dimostrata la squadra più in forma al fotofinish, ora le parti si sono invertite e l’Inter può sorridere per l’imbattibilità dall’inizio del campionato e l’aggancio del secondo posto. Frutto soprattutto dell’impronta del nuovo allenatore che ha saputo trasmettere carattere e responsabilità valorizzando le doti dei singoli giocatori, doti che nella scorsa stagione sembravano sparite ma che invece erano soltanto nascoste sotto la cenere dei risultati negativi e depressione calcistica.

Nonostante il gioco dei nerazzurri non sia ancora spettacolare, gli uomini di Spalletti hanno saputo soffrire ed essere squadra nei momenti difficili, e proprio questo aspetto ha portato i punti non guadagnati nella scorsa stagione ma che ora fanno la differenza in classifica.

Situazione opposta quella del Milan, nonostante un gioco a tratti spumeggiante i rossoneri tendono ad allentare le maglie tattiche dopo un inizio arrembante, permettendo così ad avversari più solidi di trovare facilmente la via della rete e dei punti. Anche ieri sera contro la Roma la squadra di Montella ha retto nel primo tempo, proponendo anche qualche sortita offensiva ma poi si è dovuta arrendere alla maggiore resistenza fisica e tattica dei giallorossi che hanno vinto grazie ad un 2-0 fulmineo nella ripresa.

Grande merito va alla squadra di Di Francesco che, dopo un inizio un po’ in sordina, ora sta velocemente navigando verso le zone alte della classifica mentre il Milan deve ancora trovare quell’identità tattica e caratteriale necessaria a fare gioco fino al 90′ e distintiva delle squadre vittoriose.

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