Serena Lugli e la Natura che insegna la realtà

L'artista cerca di capire la realtà attraverso i segni che si trovano nell'ambiente

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Serena Lugli
Una delle opere di Serena Lugli

Il 24 maggio alle 16 inaugura allo Spazio il Laboratorio nel cuore di Trastevere a Roma, la mostra De rerum natura di Serena Lugli. Cura l’allestimento Roberta Melasecca. L’artista presenta la recente produzione che ha approfondito negli ultimi anni le tecniche della collografia. Tuttavia non ha tradito la predilezione per il collage. L’esposizione è visitabile fino al 29 maggio.


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Cosa rappresenta la mostra De rerum natura per Serena Lugli?

La curatrice, Roberta Melasecca, presenta le opere dell’artista. “Serena Lugli sceglie, per la sua prossima mostra, un titolo apparentemente semplice, La natura delle cose. L’autore a cui si ispira, Lucrezio, è una creatura misteriosa e assorta in quello che lo scrittore Milo De Angelis definisce “poema cosmico”. Il latinista Ivano Dionigi dipinge come una “cattedrale verbale di 7000 versi”.

Serena Lugli

Nata e vissuta a Roma, ha frequentato il Liceo Artistico e l’Accademia di Belle Arti. Lavora da sempre affiancando arte e artigianato. Ha partecipato con le sue ceramiche a numerose esposizioni in Italia, Europa ed in America. Dal 2000 si dedica alla realizzazione di gioielli in argento, bronzo, oro e pietre dure. Il suo percorso artistico ha toccato varie tematiche e tecniche. Dopo le prime opere e la serie dei passaggi urbani (oli su tavola) ha affrontato spesso tematiche femminili (opere su carta).

I lavori dal 2000

Ha quindi intrapreso dal 2000 una ricerca informale utilizzando pastelli, acquarello, tempere e collage e tavola acrilici, pasta di carta, tele, fili con effetti materici. Nel 2011 Negli appositi spazi è un messaggio più diretto con immagini (olio su tavola) figurative. Ha deciso di raccontano storie e stati d’animo. Con Opere su carta e Mulini a vento e altre storie ha sviluppato le sue tecniche inserendo anche elementi narrativi. Da alcuni anni sta approfondendo le diverse tecniche di stampa, in particolare la collografia.

La semplice complessità

L’artista predilige la complessità travestita da apparente semplicità per affrontare la crescente consapevolezza dell’ambiente. All’attenzione all’ambiente si unisce la seria preoccupazione sulle sorti del Pianeta, devastato dall’eccesso antropocentrico degli ultimi secoli. Lucrezio narra di una natura delle cose costituita da un turbinio di atomi senza tregua, assorti in un movimento incessante senza origine né meta. Quindi un mondo perturbante, allucinato e onirico, turbolento e traumatico, mai sereno e bucolico, dove nulla raggiunge il suo scopo. Ovunque volga gli occhi sembra muoversi in un vortice perenne. Esiste soltanto una profondità luminosa generata non da potenza divina o dall’azione dell’uomo. Pertanto una forza sconosciuta che perennemente trasforma il reale dando vita a realtà in diversi modi creati.

L’artista e la Natura

Serena Lugli è consapevole e senza decidere tra una natura guida o paziente morale, procede per frammenti, per atomi costitutivi. Restituisce così detriti minuziosi di cose e realtà, in un processo continuo che sforma il tutto. Imprevedibili sono i segni, impressi, stratificati che si rivelano in dettagli dal sottofondo attraverso certosine archeologie sovrapposte. Scavando e incidendo, riempiendo e sommando, l’artista fa emergere sulla superficie substrati provenienti da fondali marini o da umidi interstizi terrosi. Riaffiorano quindi conchiglie e foglie, coralli e arbusti ormai morti, residui di azioni indefinite che fissano nel tempo ogni accadimento materiale.

Le opere della mostra De rerum natura

Ogni opera è il reinvenzione di un corpus di sostanze e forme, provenienti da mondi altri. Strato dopo strato, modificano la percezione sensoriale, ora intrisa della geografia del minimo e dell’invisibile. L’artista con l’amore che è più simile alla pietas lucreziana, la pietà del pensiero e della ragione, tratteggia cartografie, quasi alchemiche, che si perpetuano in combinazioni inesauribili. Pronunciano inestinguibili parole appartenenti ai regni dell’umano e del non-umano. Inoltre, assumono le sembianze di assemblaggi di calligrafie, animate dalla potenza del movimento e non solo su questa terra, non solo qui.

Immagine da cartella stampa.