Serbatoi di petrolio russi prendono fuoco  

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Serbatori di petrolio russi prendono fuoco  

Serbatoi di petrolio russo hanno perso fuoco al confine con la Bielorussia e l’Ucraina. Negli ultimi giorni diversi attacchi hanno colpito il territorio russo. Mosca accusa Kyiv, che a sua volta non ha rivendicato né negato la responsabilità degli attacchi sul territorio russo.

Serbatoi di petrolio russi hanno preso fuoco

Diversi serbatoi di petrolio collocati vicino al confine russo con la Bielorussia e l’Ucraina hanno preso fuoco. A dare la notizia sono state le autorità locali. Il governatore della regione di Bryansk Alexander Bogomaz ha affermato che serbatoi con prodotti petroliferi stavano bruciando nel distretto di Surazhsky, situato a 10 chilometri a sud della Bielorussia e 40 chilometri a nord della regione ucraina di Chernihiv. L’agenzia stampa TASS ha riferito che l’incendio si è diffuso su un’area di 4mila metri quadrati. Le autorità hanno riferito che l’incendio è ora stato domato e che non ci sono state vittime. I governatori delle regioni hanno però affermato che hanno causato danni alle strutture di alimentazione e ad almeno un gasdotto. 

Secondo il quotidiano pro-Cremlino Izvestia, l’incendio potrebbe essere stato causato da una munizione non identificata lanciata da un drone. Se confermato, l’attacco farebbe seguito ad almeno tre attacchi transfrontalieri nelle regioni di confine della Russia di Kursk e Belgorod. Mosca accusa Kyiv di essere l’autore di tali attacchi. L’Ucraina non ha rivendicato né negato la responsabilità degli attacchi sul territorio russo.


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