STEFANO MASSINI COMPLETA LE NOSTRE FRASI CON LE PAROLE DEL SUO LIBRO “DIZIONARIO INESISTENTE”

La terribile impressione di restare senza parole può essere frenata: almeno questo è l’intento di Stefano Massini. Egli è in bilico tra ciò che sente e ciò che dice. Il linguaggio sembra essere troppo limitato per esprimere la vasta sfera emotiva: questo è il quesito di Massini, il quale, partendo da scelte di valore e ragionamenti, dà voce a tutte quelle emozioni mute.

Ogni parola ha una propria epoca ed un personaggio di riferimento, dunque si racconta attraverso una storia scritta in modo colloquiale, coinvolgente, di semplice lettura, da cui derivano riflessioni profonde per il lettore. I personaggi sono diversi l’uno dall’altro, lo stile passa dalla spiccata ironia alla sottile nostalgia. Vestiti di nulla, gli attori del libro “Dizionario inesistente”, sono colti nella loro intimità e profondità: Kafka, da Vinci, Newton sono descritti nelle loro azioni quotidiane.

Un lavoro dettagliato ed innovativo, un’opera composta da un artista poliedrico, drammaturgo, autore, giornalista e regista, docente e saggista, Stefano Massini ho avuto modo di confermare la propria bravura, che si rispecchia nello spettacolare successo di Lehman Trilogy, portato in scena da Luca Ronconi.

Dai sentimenti alle parole

“Le ho create io, e non per scelta, per necessità” afferma Massini nell’introduzione del romanzo. Un dizionario di emozioni, sfumature di umore, trasformate in parole completamente inventate. 21 parole così vicine alla realtà da essere facilmente utilizzate nel parlare quotidiano.

Probabilmente Massini vuole risolvere il tradizionale problema della comunicazione: perché essa non è mai perfetta?

Hearstiano diviene il termine per spiegare l’immeso male tra il dire ed il fare, Unferismo va in soccorso per spigare la perdita dell’identità, contrapponendosi alla Nellitudine: «leggerezza di chi riesce a giocare con doppie identità». Il peso della solitudine e ciò che comporta è spiegabile con Attacismo, mentre l’amicizia attraverso Grantèrico o totonnico o Gaménico. L’amore è sinonimo di Rosabelliano.

Dottismo (derivante da “Dottie”, soprannome di Dorothy Parker), «indica l’invincibile primato di chi riesce a convertire qualsiasi dramma, sciagura o pregiudizio in un siparietto comico. E così trionfa, sempre»

Faradiano – Aggettivo. Derivato dal fisico Michael Faraday (1791-1867)Indica lo stato d’animo di chi, nonostante ogni sforzo e merito, si senta comunque svalutato e sottostimato agli occhi di qualcuno. Perché nella vita – qualsiasi cosa farai – c’è sempre chi si ostinerà a trattarti come un cameriere. La parola nasce dalla storia vera di Faraday, che a causa delle sue umilissime origini venne sempre trattato da una nobildonna loindinese come un miserrimo sguattero.

Liarismo s.m. Derivato da King Liar, soprannome di Henry Louis Grin (1847-1921) – Indica un bisogno forsennato di essere illusi, ingannati, perfino raggirati in nome di una splendida menzogna, cento volte più incantevole della meschina e squallida realtà.

Neologismi necessari

“Ogni storia che racconto deve nascere da questo, da un fortissimo senso di necessità. La storia più bella da scrivere è quella che non puoi non scrivere, quella che senti di dover condividere prima per altruismo e solo dopo per attitudine letteraria. Questa idea dello scrivere come servizio sociale continua a sembrarmi la via più forte per il mio lavoro, la sua vera sfera di attuazione. Scrivo per la gente, per chi legge, non per soddisfare mie circonvoluzioni autoriali.” racconta Stefano Massini a Libreriamo.

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