Il colore della sua Force India l’anno scorso ha fatto sorridere tutti ma Sergio Perez, messicano dal caratterino turbolento, si è fatto conoscere per molto più del rosa della sua monoposto.
Con una macchina piuttosto competitiva e ben bilanciata il pilota classe 1990 ha potuto dimostrare il suo incredibile valore, finendo la stagione 2017 in un’ottima settima posizione. Se le prime sei posizioni sono andate ai piloti delle tre scuderie maggiori, più famose e sicuramente più competitive, Sergio si è rivelato inaspettatamente il primo, e quindi il più veloce, degli “altri”.
Come quasi tutti i piloti anche la carriera del messicano è iniziata in giovanissima età: le prime competizioni con i kart risalgono al 1996, quando il giovane Perez aveva quindi appena sei anni.
Un amore mai scemato e mai svanito che lo ha portato alle prime monoposto all’età di quattordici anni, per poi sbarcare in Europa nel 2005.
Con il talento e una fortunata sponsorizzazione della Telmex, compagnia telefonica messicana, Perez riesce ad entrare in GP2 nel 2008: il punto di svolta per la sua carriera.
Due anni dopo infatti termina la seria assoluta salendo sul secondo gradino del podio stagionale, alle spalle di Maldonado e davanti a Bianchi. È anche l’anno in cui entra a far parte del prestigioso programma di Maranello, la Ferrari Driver Academy.
Il “Checo”, soprannome con cui è conosciuto il giovane Sergio, riesce a trovare un posto in Formula Uno per Il 2011 con la scuderia Sauber. Non è un anno brillante ma il ragazzo impara in fretta e l’anno dopo ottiene risultati migliori conquistando anche due podi.
Nel 2013 cambia scuderia passando in McLaren, dove prende il posto lasciato libero da Lewis Hamilton, concludendo la stagione in modo discreto nonostante una vettura davvero poco competitiva. Nonostante i risultati il pilota non venne confermato per l’anno successivo e passò dunque alla indiana Force India accanto al tedesco Nico Hülkenberg.
Quella con la Force India, nonostante un inizio non facile, si è rivelata una collaborazione davvero azzeccata che ha portato vantaggi e soddisfazioni sia al pilota che ai dirigenti del team. Un impegno che si è quindi prolungato oltre al 2014, anno in cui la macchina non aveva un grande potenziale, fino ad arrivare ad oggi. Pur dovendo fare i conti con un carattere difficile, sia in gara che fuori, la Force India ha saputo individuare le potenzialità del messicano.
Il 2017 è stata la stagione della vera scoperta: la monoposto rosa si è infatti rivelata un asso vincente di progettazione e velocità, con cui Perez ha potuto dimostrare il suo enorme valore.
I due piloti di casa Force India hanno regalato uno spettacolo continuo durante i Gran Premi di tutto l’anno, portando a casa bellissime sfide ma anche parecchi incidenti.
Il carattere sfrontato del messicano è andato infatti a toccare quello non più mansueto del collega francese, ben sei anni più giovane, Esteban Ocon.
Dopo i Gran Premi di Canada, Baku e Belgio, in cui i due compagni di squadra sono stati coinvolti in scontri e malintesi, il team della scuderia è dovuto intervenire con regole fisse per evitare nuovi incidenti spiacevoli.
I due quindi, dopo aver acceso il pubblico mondiale per buona parte della stagione, sono stati costretti a fermarsi anche se non hanno smesso di dimostrare il grande valore.
Per il “Checo” si aprono ora le porte di un futuro roseo: nella prossima stagione continuerà il suo lavoro in Force India, al fianco del collega Ocon, ma nel 2019 le carte in tavola si ribalteranno completamente (con molti dei top team che cambieranno piloti) e potrebbe essere l’occasione per Perez di competere con una squadra ambitissima. Per ora, una delle due pantere del mondo della Formula 1 continuerà a darci emozioni dal suo sedile rosa.

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